Accuse e la ricerca di colpevoli a tutti i costi
Gravina punta il dito contro le “troppe imprecisioni, se non addirittura vere e proprie falsità” che, a suo dire, alimentano una ricerca spasmodica di colpevoli. Questa dinamica, sottolinea l’ex presidente, ostacola la vera individuazione di soluzioni efficaci per i problemi strutturali del calcio italiano. Le criticità sono ben note da anni e documentate, ma il trend negativo persiste. L’impossibilità di intervenire efficacemente, dovuta a fattori interni ed esterni, prende il sopravvento sull’incapacità di individuare soluzioni. È essenziale, secondo Gravina, chiarire le reali competenze della Federazione, delle Leghe e delle istituzioni, per evitare convinzioni errate che penalizzano la vera ricerca di risoluzione.
Dove il calcio italiano fatica davvero a progredire
Analizzando le sfere di competenza, Gravina fa notare come nelle materie di diretta ed esclusiva responsabilità federale si siano raggiunti risultati ragguardevoli. Esempi includono la sostenibilità sociale e ambientale, i progetti giovanili e scolastici, oltre ai programmi di formazione e sviluppo delle Nazionali giovanili. Questo dimostra una capacità d’azione e risultati concreti laddove la FIGC ha piena autonomia.
Al contrario, i problemi maggiori emergono nelle aree in cui gli interessi delle diverse componenti – Leghe, Club e altre istituzioni – si sovrappongono. Queste intersezioni, insieme alle reciproche autonomie, finiscono per ingessare il sistema, rendendo impossibile o estremamente difficile intervenire efficacemente. È qui che il calcio italiano mostra le sue fragilità strutturali più profonde, bloccato da un’incapacità di armonizzare le volontà e gli obiettivi di tutti gli attori coinvolti, perpetuando così il ciclo di declino evidenziato dai dati in costante peggioramento.



