Quella mazzata iniziale, anziché stendere la Fiorentina, ha acceso la sua reazione d’orgoglio. Gudmundsson si è mostrato in gran forma, deliziando con un tunnel e creando pericoli, mentre Solomon ha portato il suo ritmo Premier sulla fascia destra, impegnando il portiere Henderson con due conclusioni. Tuttavia, la squadra ha risentito della mancanza dell’inventiva di Fagioli, apparso opaco nella distribuzione del gioco e sostituito all’intervallo. Anche Piccoli, nonostante l’impegno, non è riuscito a reggere il confronto fisico con i centrali del Palace. Fortunatamente, la formazione di Glasner non è apparsa arrembante come all’andata; la loro pressione avanzata era meno coordinata, lasciando intravvedere vulnerabilità tipiche di una squadra della parte destra della classifica, seppur inglese. È stato Mandragora a prendere in mano le redini del gioco, procurandosi il rigore poi trasformato con freddezza da Gudmundsson alla mezz’ora del primo tempo. L’ingresso di Ndour nella ripresa ha infiammato il Franchi, con l’azzurrino che ha siglato il gol del 2-1 con un destro radente.
Il Palace, colto di sorpresa dalla veemenza viola, ha iniziato a gestire i tempi, lucrando secondi ad ogni interruzione. Le sostituzioni forzate per infortuni di giocatori chiave come Wharton, Lacroix e Mateta hanno ulteriormente modificato l’approccio degli inglesi, che hanno abbandonato il pressing avanzato in favore di una difesa più rintanata. Chili e centimetri si sono trasformati in un vero e proprio muro invalicabile per la Fiorentina, che ha iniziato ad accusare la stanchezza dovuta all’alta intensità della partita. Gudmundsson e Solomon, esausti, hanno lasciato il campo a Fabbian e Fazzini, mentre Balbo e Kouadio hanno rilevato Gosens e Comuzzo. Questi cambi, pur necessari, hanno inevitabilmente abbassato la qualità del gioco viola. Dalla trequarti sono sparite le idee, e l’ultimo, debole colpo di testa di Piccoli su cross di Harrison è diventato il simbolo della resa. La Fiorentina dice così addio all’Europa, con il rammarico di una rimonta solo sfiorata ma con la consapevolezza di aver lottato fino all’ultimo. Ora l’obiettivo primario sarà la salvezza in campionato.
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