Categories: EsteriPolitica Estera

Ultim’ora Bulgaria: ha vinto Rumen Radev col 45.9% | Il passato da top gun, il sostegno a Putin e l’euroscetticismo

La Bulgaria è nuovamente al centro della scena politica europea, avendo affrontato l’ottava tornata elettorale in soli cinque anni. Un sintomo inequivocabile di una crisi politica strutturale che non solo mette a dura prova la tenuta democratica del Paese, ma solleva anche interrogativi significativi sugli equilibri geopolitici dell’Unione Europea. In questo scenario turbolento, l’ex presidente Rumen Radev è emerso come il favorito indiscusso, una figura tanto popolare quanto controversa.Radev ha promesso stabilità e una lotta senza quartiere alla corruzione, ma le sue posizioni, considerate da molti ambigue nei confronti della Russia, suscitano timori concreti a Bruxelles. Il voto odierno trascende la normale routine elettorale, configurandosi come un vero e proprio banco di prova. Dopo la recente battuta d’arresto di Viktor Orbán in Ungheria, la vittoria di Radev potrebbe delineare l’emergere di un nuovo attore in grado di ridefinire – o destabilizzare – l’orientamento europeo su questioni cruciali come l’Ucraina, la Russia e la governance interna. Con uno spoglio già al 65%, Radev ha raggiunto il 45,9% dei consensi, proiettandolo verso la maggioranza assoluta con oltre 120 seggi nel parlamento unicamerale, rendendolo capace di formare un governo autonomo. Un risultato che segna anche il crollo senza precedenti dei conservatori di Gerb, fermi al 13,1%.

La retorica anti-corruzione e le ambiguità geopolitiche

Rumen Radev, ex generale dell’aeronautica e esperto “top gun”, ha presieduto la Bulgaria dal 2017 al 2026. La sua campagna elettorale è stata incentrata su una retorica intransigente contro quella che ha definito una “oligarchia radicata”, promettendo di smantellare un sistema percepito come profondamente corrotto. Questo messaggio ha riscosso un successo particolare tra gli elettori anziani e nelle zone rurali, ma ha contemporaneamente generato forti interrogativi a livello europeo.

Radev è infatti considerato un leader “euroscettico soft”, incline a un riavvicinamento pragmatico con la Russia, pur avendo formalmente condannato l’invasione dell’Ucraina. La sua opposizione all’invio di aiuti militari a Kiev e il suo sostegno alla riapertura di canali di dialogo con Mosca lo hanno portato a un aspro confronto con Volodymir Zelensky durante una visita ufficiale di quest’ultimo a Sofia nell’estate del 2023. La sua ascesa potrebbe offrire a Mosca una nuova leva di influenza all’interno dell’UE, specialmente dopo la sconfitta politica di Orbán, tradizionale alleato del Cremlino. Tuttavia, la necessità di formare una coalizione di governo potrebbe attenuare il margine di azione di Radev, costringendolo a compromessi con forze politiche più dichiaratamente filo-europee.

Una democrazia esausta e la promessa di rovesciare l’oligarchia

La figura di Radev ha saputo capitalizzare sulla sua fama di pilota militare per costruire un marchio politico distintivo. Già prima della sua prima candidatura alla presidenza nel 2016, l’ufficio stampa dell’aeronautica militare bulgara aveva ampiamente promosso le sue acrobazie aeree. Nelle recenti elezioni, un video della sua campagna lo ritraeva ancora nella cabina di pilotaggio di un MiG-29, rafforzando l’immagine di un leader d’azione.

Il momento decisivo per la sua popolarità è giunto nel 2020, durante le polemiche sull’influenza degli oligarchi sui pubblici ministeri. La scena, impressa nell’immaginario collettivo, dell’irruzione dei procuratori negli uffici presidenziali per arrestare due membri del suo staff, ha consolidato la sua credibilità come difensore della giustizia. Così come la sua apparizione pubblica nell’estate successiva, quando si presentò con il pugno chiuso, denunciando la corruzione e invocando l’allontanamento dei “mafiosi” dall’esecutivo. La sua promessa elettorale è chiara: “rovesciare l’oligarchia”. “L’oligarchia”, ha dichiarato il mese scorso, “è profondamente radicata nella vita sociale ed economica del Paese. È uno schema piramidale che prosciuga sistematicamente la società, garantendosi l’impunità attraverso il controllo delle istituzioni, dei partiti, delle elezioni, dei media e delle imprese”. Una battaglia che, a seguito della sua vittoria, si preannuncia ardua e ricca di implicazioni.

Sofia Marchetti

Share
Published by
Sofia Marchetti

Recent Posts

Coordinamento Nazionale Amianto: “Stop agli 80 milioni o presidio permanente”

Coordinamento Nazionale Amianto chiede stop a fondi per Fincantieri o mobilitazione permanente.

2 minuti ago

Regione Lombardia riconosce 104 attività storiche a Brescia

Regione Lombardia premia 104 attività storiche a Brescia, riconosciute per almeno 40 anni di attività…

6 minuti ago

Tony Proietto racconta l’ultimo incontro con Noemi Impellizzeri: «Era una corda, non un’arma»

Tony Proietto, unico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, racconta l’ultimo momento con la…

10 minuti ago

Scuola toscana senza risorse per supplenze Ata: sindacato vede una ritorsione

La Toscana esclusa dai 19 milioni per supplenze Ata: sindacato vede una ritorsione.

14 minuti ago

L’industria dell’AI si divisa: chi vuole frenare, chi no

L’industria dell’AI si divisa tra chi vuole frenare lo sviluppo e chi no, con NVIDIA…

18 minuti ago

Meteo 16-17 settembre, instabilità al Nord e sole al Centro-Sud

Previsioni meteo per il 16 e 17 settembre: temporali al Nord e sole al Centro-Sud.

22 minuti ago