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Il Calcio italiano torna nello scandalo: oltre 70 giocatori delle big ai “festini milanesi” | La ricostruzione sul servizio escort e non solo

Milano, l’ombra di un grave scandalo si allunga sul mondo del calcio italiano. Un’agenzia di eventi milanese è finita al centro di un’indagine della Procura per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con risvolti che coinvolgono un numero impressionante di atleti. Si parla di almeno settanta calciatori che avrebbero partecipato alle feste organizzate da questa agenzia, i cui nomi, seppur omissati nell’ordinanza, apparterrebbero a club di primissimo piano come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona. Le fonti qualificate, riportate dall’ANSA, chiariscono che nessuno di questi sportivi risulta indagato, in quanto non avrebbero commesso alcun reato. La loro partecipazione alle serate, tuttavia, getta una luce inquietante su un ambiente che sembra aver ignorato le regole etiche e, in certi casi, quelle legali imposte dalla pandemia. La Procura sta cercando di fare chiarezza su quanti tra loro abbiano effettivamente usufruito dei servizi offerti, che includevano non solo la presenza di escort, ma anche l’uso della cosiddetta “droga della risata”, un elemento che aggiunge ulteriore gravità al quadro.

Feste in lockdown e testimonianze

Ciò che rende la vicenda ancora più scioccante è la rivelazione che questi eventi mondani, con annesso servizio di escort, venivano organizzati “quasi tutti i giorni” anche nel periodo del lockdown e delle severe limitazioni agli incontri dovute al Covid-19. Una delle giovani prostitute coinvolte ha fornito un resoconto dettagliato, decidendo di denunciare gli organizzatori il 23 agosto 2024. Le sue dichiarazioni sono state cruciali per le indagini e hanno portato agli arresti domiciliari per Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, considerati figure chiave nell’organizzazione, assieme ad altre due persone. Sono accusati, tra gli altri reati, anche di associazione a delinquere. La testimonianza della ragazza ha evidenziato come le partecipanti avessero “rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti”, delineando un sistema strutturato e ben radicato che sfruttava la vulnerabilità delle giovani e l’apparente impunità degli ambienti calcistici. Questo aspetto, in particolare, mette in risalto una dinamica preoccupante, dove la fama e il denaro sembravano aprire porte altrimenti precluse, anche in un momento di emergenza sanitaria globale.

Claudia Ferraro

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