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Appalti pubblici in crescita, ma l’Anac avverte: l’86% delle procedure avviene senza gara

Il settore degli appalti pubblici in Italia ha vissuto un anno di crescita senza precedenti, raggiungendo vette economiche mai toccate prima. Nel 2025, il mercato ha registrato un valore record di 310 miliardi di euro, segnando un impressionante incremento del 13,9% rispetto all’anno precedente. Questi numeri, che dipingono un quadro di intensa attività e dinamismo, sono stati tuttavia oggetto di una scrupolosa analisi da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), la cui relazione annuale presentata al Parlamento rivela una realtà ben più complessa e ricca di criticità. L’Anac, infatti, ha sollevato interrogativi significativi sulla qualità e sull’efficacia complessiva della spesa pubblica, invitando a una riflessione più profonda oltre la mera cifra del fatturato. Il dato più preoccupante emerso dalla minuziosa relazione è la prevalenza schiacciante delle procedure senza gara. Circa l’86% degli affidamenti, infatti, è avvenuto attraverso modalità che prescindono dalla competizione aperta e trasparente, un fattore che accende un faro rosso sui meccanismi di assegnazione e sulla potenziale vulnerabilità a pratiche meno trasparenti e meno efficienti. Questa tendenza, se da un lato può essere parzialmente giustificata da esigenze di rapidità e semplificazione, dall’altro comporta rischi elevati per la concorrenza, l’equità e l’integrità del sistema degli appalti pubblici, minando la fiducia dei cittadini e delle imprese.

Procedure accelerate e zone d’ombra: i nodi critici evidenziati dall’Autorità

Procedure accelerate e zone d’ombra: i nodi critici sotto la lente dell’Autorità.

 

L’incremento degli appalti diretti, in particolare quelli “sotto soglia”, è una delle principali preoccupazioni dell’Anac. Questi affidamenti, spesso impiegati per aggirare i controlli ordinari previsti per le procedure più complesse, hanno registrato un’esplosione, alimentando il dubbio che la ricerca di efficienza si traduca in un sacrificio della trasparenza. Il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, ha richiamato l’attenzione sulla gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Secondo Busia, la fretta di spendere le ingenti risorse europee ha troppo spesso compromesso obiettivi cruciali come l’inclusione sociale e la parità di genere, pilastri fondamentali del piano. A ciò si aggiungono i vuoti normativi creati dall’abrogazione dell’abuso d’ufficio, mossa che, secondo l’Autorità, potrebbe indebolire la capacità di prevenire e sanzionare alcune condotte illecite. La scarsa trasparenza sui titolari effettivi delle imprese partecipanti agli appalti costituisce un ulteriore elemento di vulnerabilità sistemica, aumentando il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata o di altre forme di corruzione nel delicato tessuto economico.

Trasparenza e sicurezza: le richieste dell’Anac per una spesa pubblica di qualità

Trasparenza e sicurezza: le richieste dell’Anac per una spesa pubblica di qualità.

 

Nonostante le criticità sollevate, la relazione dell’Anac riconosce alcuni passi avanti significativi. La digitalizzazione delle procedure di appalto e la riduzione del numero delle stazioni appaltanti sono visti come elementi positivi che possono migliorare l’efficienza del sistema. Tuttavia, l’Autorità sottolinea che questi progressi non sono sufficienti se non accompagnati da un rafforzamento delle garanzie di legalità e trasparenza. La spinta verso la modernizzazione deve andare di pari passo con un’attenzione costante alla qualità della spesa pubblica e all’integrità dei processi.

Per affrontare le sfide evidenziate, l’Anac chiede l’introduzione di tutele più stringenti sulla sicurezza sul lavoro, un aspetto cruciale spesso trascurato nella corsa alla realizzazione dei progetti. Altrettanto fondamentale è la richiesta di una maggiore trasparenza, che permetta di monitorare efficacemente ogni fase dell’appalto e di identificare chiaramente i responsabili e i beneficiari. Solo attraverso un impegno congiunto verso una maggiore integrità e un controllo più rigoroso, sarà possibile assicurare che l’impressionante volume di risorse destinate agli appalti pubblici si traduca in un reale beneficio per la collettività, senza lasciare spazio a sprechi, inefficienze o fenomeni di malversazione, garantendo la fiducia nel sistema.

Elisa Rinaldi

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