Dalle leggendarie edizioni di “Rischiatutto” di Mike Bongiorno a “Milleluci” con Mina e Raffaella Carrà, passando per il celebre “Fantastico” e, in tempi più recenti, “Affari Tuoi”, i suoi palchi hanno visto sfilare generazioni di artisti. La sua importanza è stata ulteriormente sottolineata lo scorso anno, quando il 18 e il 19 agosto, ha accolto la camera ardente di Pippo Baudo, una delle figure più amate e rispettate della televisione italiana. Realizzato nel 1950 e ristrutturato nel 1980, l’edificio vanta una superficie lorda totale di 5553 metri quadri, distribuiti su sei piani fuori terra e uno interrato, testimone silenzioso di un’epoca d’oro.
Fiorello: ‘Un crimine contro la storia’
La notizia della messa in vendita del Teatro delle Vittorie ha scatenato una reazione veemente nel mondo dello spettacolo, e in particolare in Rosario Fiorello. Lo showman, insieme a Fabrizio Biggio, co-conduttore del programma radiofonico “La Pennicanza”, ha organizzato un vero e proprio blitz di protesta davanti alla struttura. Armati di cartelli con la scritta inequivocabile “Questo teatro non è in vendita”, i due hanno lanciato un appello accorato, che ha subito trovato eco sui social media e tra l’opinione pubblica.
Fiorello non ha usato mezzi termini per esprimere la sua indignazione, definendo la decisione della Rai “un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ha ribadito con forza: “Questo teatro non si dovrebbe vendere e non si dovrebbe neanche pensare di venderlo per quello che si è vissuto là dentro, per la storia dello spettacolo italiano, per i grandi varietà. Il grande ‘Fantastico’ di Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Mina. Tutti i grandi dello spettacolo italiano sono stati qua dentro”. La sua protesta mira a sensibilizzare l’azienda e l’opinione pubblica sull’importanza di preservare un bene così prezioso per la cultura nazionale.



