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Confronto su Piani Regolatori Portuali: sindacati e associazioni valutano positivamente flessibilità e sostenibilità

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha svolto un confronto con sindacati e associazioni per valutare i nuovi Piani Regolatori, con focus su flessibilità e sostenibilità.


Il 14 settembre 2026, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha svolto un confronto con rappresentanti sindacali, associazioni e realtà civiche per valutare i nuovi Piani Regolatori dei bacini portuali. L’incontro, che ha visto la partecipazione di organizzazioni come FIT-CISL, UILTRASPORTI, UILM-UIL, FIOM-CGIL e FILT-CGIL, ha ricevuto un giudizio complessivamente positivo, con un focus su flessibilità e sostenibilità. Le organizzazioni sindacali hanno riconosciuto il valore di una pianificazione più flessibile rispetto all’attuale configurazione, purché accompagnata da una chiara regia dell’Autorità sulle destinazioni funzionali per favorire il pieno utilizzo delle aree, la crescita occupazionale e l’evoluzione delle attività portuali e industriali.

Un percorso di confronto con il coinvolgimento delle comunità

Il confronto si è svolto in due sessioni: una nel mattino con la Rete delle Associazioni di San Teodoro e una nel pomeriggio con le organizzazioni sindacali e la Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie “Paride Batini”. L’Autorità ha illustrato gli indirizzi della nuova pianificazione, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e alla compatibilità tra sviluppo delle attività portuali e il territorio cittadino. L’attenzione è stata rivolta alla qualità dell’aria, alla salute e all’impatto ambientale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita per i residenti e di ridurre l’inquinamento.

La sostenibilità è questo: rendere possibile uno sviluppo durevole, economicamente sostenibile, socialmente utile e compatibile con il territorio che lo ospita.

L’Autorità ha anche presentato un accordo in corso con l’Istituto Superiore di Sanità per un’analisi scientifica su nove quartieri genovesi, coinvolgendo circa 122 mila abitanti. L’analisi utilizzerà il 2020 come benchmark, per verificare gli effetti della forte riduzione delle attività registrata durante la pandemia. A fine settembre prenderà inoltre avvio una sperimentazione sul campo per misurare la capacità di alcune specie vegetali di intercettare il particolato atmosferico e valutarne l’efficacia come strumento di mitigazione dell’inquinamento nell’ambito del progetto europeo dedicato all’utilizzo del verde come strumento di mitigazione.

Investimenti e sostenibilità: il focus su tecnologie e infrastrutture

Un tema chiave del confronto è stato l’investimento in tecnologie sostenibili, come l’elettrificazione delle navi da crociera. L’impianto per l’alimentazione raggiungerà una potenza massima di 60 MW, con due accosti elettrificati a Ponte dei Mille Ponente e Ponte Andrea Doria Levante, oltre alla predisposizione di un terzo. Sono già stati consegnati i sistemi robotizzati ShoreLink per il collegamento nave-banchina, con test previsti a ottobre. L’elettrificazione sarà successivamente estesa ai traghetti e al comparto commerciale, con l’obiettivo di rendere l’infrastruttura utilizzabile in modo concreto.

La crescita rimane quindi il nostro obiettivo, ma non può essere misurata soltanto in quantità: dobbiamo considerare la qualità e la sicurezza del lavoro, la sostenibilità economica degli investimenti, gli effetti sull’ambiente e sulla salute e la compatibilità delle attività portuali con la vita della città.

L’Autorità ha anche avviato un lavoro per definire il sistema che dovrà rendere concretamente utilizzabile l’infrastruttura, con l’obiettivo di definirne la struttura entro dicembre. Un altro aspetto dibattuto è stato l’interazione tra porto e città, con l’obiettivo di ridurre le interferenze e migliorare la fruibilità degli spazi di confine. L’Autorità ha previsto una continuità ciclopedonale in quota lungo il porto storico, dalla Lanterna verso l’area passeggeri e le riparazioni navali. Il presidente dell’Autorità, Matteo Paroli, ha sottolineato che un Piano regolatore non può limitarsi a stabilire dove collocare una funzione portuale, ma deve creare le condizioni perché il sistema continui a produrre traffici, lavoro e valore. «Ogni traffico che perdiamo non significa soltanto una nave o qualche tonnellata in meno, ma lavoro e valore sottratti al porto e a filiere industriali che si estendono ben oltre i suoi confini», ha detto.

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