Anne Hathaway ha lanciato un avvertimento ai candidati che utilizzano ChatGPT per scrivere i messaggi di ringraziamento dopo un colloquio: “Nessuno di loro otterrà il lavoro”. L’attrice, premiata con un Oscar, ha raccontato durante un’intervista come abbia scoperto che molti candidati avevano inviato messaggi identici, tutti scritti con l’aiuto dell’AI. In un’era in cui l’automatizzazione ha reso più facile candidarsi contemporaneamente per migliaia di posizioni, la stessa Hathaway ha visto come la mancanza di originalità potesse rivelare candidati non preparati.
La situazione si è aggravata in un contesto di economia incerta, con una nuova ondata di licenziamenti legati all’AI e un mercato del lavoro in crisi, il peggiore da 37 anni. Per molti giovani, la scrittura di un messaggio di ringraziamento diventa un’arma a disposizione, ma spesso si riduce a un’automatizzazione. Il messaggio di ringraziamento dovrebbe essere la propria arma segreta, non la propria rovina, ha sottolineato Hathaway, riferendosi a un tema controverso: molti sostengono che i candidati vengano chiesti di svolgere lavoro gratuito in aggiunta a un processo di selezione già estenuante, con colloqui in più fasi, test attitudinali e valutazioni della personalità.
La pressione per automatizzare la scrittura dei messaggi di ringraziamento è comprensibile, soprattutto per chi si candida contemporaneamente per centinaia di posizioni. Tuttavia, quando tutti utilizzano gli stessi strumenti e lo stesso prompt, i messaggi diventano identici, e con essi, la capacità di distinguersi. Quel piccolo sforzo in più necessario per scrivere un messaggio potrebbe essere una vittoria facile, ha spiegato Sophie Rocha, responsabile delle assunzioni della Gen Z. “Ormai capita molto raramente di riceverne uno, quindi vi distinguerete se ringrazierete il vostro intervistatore dopo aver concluso la chiamata”.
La stessa Hathaway ha visto come la mancanza di impegno potesse portare a risultati negativi. “Quando nella mia casella di posta sono arrivati gli altri, identici parola per parola al primo, ho capito immediatamente cosa stava succedendo”, ha raccontato. “Ho pensato: ‘Oh, no… sto vedendo qualcosa che non dovrei vedere’”. La sua collega Meryl Streep, presente all’intervista, ha commentato con ironia: “Quante Anne Hathaway a cui state per candidarvi… non riuscite proprio a scriverlo da soli”. La situazione ha reso evidente come, in un mercato del lavoro in cui un giovane con un master ha presentato migliaia di candidature per oltre sei mesi senza ricevere una sola risposta, la mancanza di impegno non passa inosservata. “Nessuno di quelli presenti in quella lista otterrà quel lavoro”, ha concluso Streep, sottolineando come l’originalità e l’impegno siano sempre più rari e preziosi.
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