Un progetto per il teatro in movimento
A Sassari, al Cine Teatro Astra, si svolge la rassegna “Occhio Orecchio Cuore”, un progetto che unisce poesia, letteratura, immagine e musica in sei appuntamenti tra settembre e novembre 2026. L’idea nasce sotto l’egida della Botte e il Cilindro, storica compagnia che ha sede all’Astra, e si propone di creare un raccordo tra realtà, artisti e percorsi che negli anni hanno operato e intrecciato le proprie esperienze con il teatro locale. L’obiettivo è costruire un nuovo terreno comune per la scena cittadina, dove parole, corpi, immagini e suoni possano incontrarsi e generare nuove opportunità di scambio e collaborazione.
Il titolo racchiude la poetica del progetto, che si basa su una visione del teatro come spazio di dialogo e contaminazione tra diverse forme artistiche. L’esperienza è una sorta di officina teatrale in cui autori, musicisti e professionisti del teatro lavorano insieme per introdurre il pubblico nel processo di creazione di nuove scritture sceniche e drammaturgiche. L’obiettivo è far circolare nuove energie, aprendo le porte al mondo della poesia, del teatro e della musica.
Un’esperienza intima tra sentimenti e piccole cose
Il primo appuntamento, il 16 settembre, è “L’ultimo concerto romantico”, un’esperienza che mette in relazione le canzoni della cantautrice svedese Sophie Zelmani e le poesie di Monica Bonistalli, poetessa livornese radicata a Sassari. Teatro e musica dal vivo costruiscono un percorso intimo intorno ai sentimenti e alle piccole cose della vita, dedicato agli innamorati e ai sognatori. L’evento vede in scena Eliana Carboni alla voce, Maurizio Cadelano alla chitarra, Sara Cuzzupoli al violino e Claudio Uccioni Sassu alla tastiera. Il progetto si basa su una collaborazione tra diverse realtà, tra cui l’Università di Sassari, l’associazione TI-DE e il Teatro Sassari. La direzione artistica è affidata a Pier Paolo Conconi, regista della Botte e il Cilindro, che ha trasformato l’attività di esperienze e sensibilità differenti in un progetto comune. «Credo che il teatro abbia bisogno proprio di questo: non di realtà chiuse ciascuna nel proprio percorso, ma di esperienze che si incontrano, si contaminano e fanno circolare nuove energie», ha spiegato Conconi.
Un’evoluzione del linguaggio teatrale
Tra i spettacoli in programma, il 23 settembre si svolgerà “(Studi su) Salomè”, un lavoro che prende le mosse dalla Salomè di Oscar Wilde per recuperarne la forza trasgressiva alla luce della contemporaneità. Il 7 ottobre, invece, sarà la volta di “Gran Cabaret au Clair de Lune. Omelette a Jules Laforgue”, produzione della Botte e il Cilindro / TI-DE, di e con Simona Pintus, per la regia di Pier Paolo Conconi. L’11 ottobre, invece, si terrà “Bianco corallo son le sue ossa ed i suoi occhi perle”, di e con Arianna Cocozza. L’11 novembre, invece, la rassegna incontrerà La Luna del Pomeriggio con “Famiglia, dalla storia del Barone”, testo e regia di Simone Gelsomino, interpretato da Ignazio Chessa, Antonella Masala, Chiara Murru e Lello Olivieri.
A chiudere la prima edizione, il 18 novembre, sarà “Non può essere altro che un infinito, omaggio ad Antonia Pozzi, produzione della Botte e il Cilindro / TI-DE, di e con Roberta Campagna. L’evento si propone di portare il pubblico in un viaggio intimo e poetico, in cui la vita, la presenza e l’assenza si fondono in un’unica esperienza.
Un’esperienza di condivisione e crescita
La rassegna “Occhio Orecchio Cuore” rappresenta un’occasione per condividere le esperienze artistiche e culturali che già esistono a Sassari, ma anche per farle crescere attraverso il confronto e la collaborazione. L’idea è di creare un ambiente in cui le diverse realtà teatrali possano incontrarsi, contaminarsi e produrre nuovi percorsi. L’obiettivo è rendere più vivo il teatro della città, offrendo al pubblico un’esperienza unica e diversificata, in cui poesia, musica e immagine si fondono in un’unica visione.



