Una notte di paura ha visto coinvolto un padre e i due figli, che si sono persi sul sentiero delle Tre Cime e sono rimasti bloccati tra i salti di roccia. La situazione, resa complessa dalla stanchezza e dal buio, ha richiesto l’intervento dei soccorritori, impegnati fino all’alba per riportarli in salvo. L’allarme è scattato alle 21.30, quando i tre escursionisti, tutti triestini, si sono ritrovati fuori sentiero nei dintorni del Bivacco Vaccari. Dopo aver perso la traccia del sentiero e aver deciso di fermarsi tra verticali salti di roccia, hanno temuto di peggiorare la loro situazione con l’arrivo del buio.
L’elicottero ha tentato due volte di avvicinarsi, ma ha dovuto rinunciare a causa delle condizioni climatiche. I soccorritori sono quindi partiti a piedi, raggiungendo i tre escursionisti in un’ora e venti di marcia. La squadra ha individuato e raggiunto i tre, assistendoli e rassicurandoli prima di riprendere la via per rientrare con molta più calma, supportandoli nei tratti più impegnativi. Arrivati al campo base in località Borbe, in prossimità del Passo della Mauria, padre e figli sono stati scortati fino all’ospedale di Pieve di Cadore per eventuali accertamenti. La situazione era delicata e richiedeva attenzione costante. I tre escursionisti, una ragazza di 23 anni e un ragazzo di 21 anni, avevano espresso preoccupazione per la loro posizione. La loro stanchezza e la mancanza di traccia del sentiero avevano reso l’operazione particolarmente complessa. I soccorritori hanno svolto un lavoro estenuante, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei tre.
La notte è stata segnata da un’operazione di soccorso lunga e intensa, con i volontari che hanno lavorato senza sosta per garantire la sicurezza dei tre. La loro determinazione e professionalità hanno permesso di concludere l’intervento con successo, anche se la situazione è rimasta delicata. L’esperienza ha messo in luce l’importanza di una preparazione adeguata e di una guida esperta per affrontare le escursioni in montagna, soprattutto in condizioni di buio e di ambiente ostile.
La mancanza di traccia del sentiero ha reso la situazione estremamente rischiosa. I soccorritori hanno dovuto affrontare un ambiente impervio, tra verticali salti di roccia e un buio totale. La loro azione ha salvato la vita dei tre escursionisti, ma ha anche evidenziato i rischi concreti che possono derivare da un’escursione non ben organizzata. La notte di paura ha messo in luce l’importanza di una pianificazione attenta e di una corretta informazione per chi si avventura in montagna.
Coordinamento Nazionale Amianto chiede stop a fondi per Fincantieri o mobilitazione permanente.
Regione Lombardia premia 104 attività storiche a Brescia, riconosciute per almeno 40 anni di attività…
Tony Proietto, unico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, racconta l’ultimo momento con la…
La Toscana esclusa dai 19 milioni per supplenze Ata: sindacato vede una ritorsione.
L’industria dell’AI si divisa tra chi vuole frenare lo sviluppo e chi no, con NVIDIA…
Previsioni meteo per il 16 e 17 settembre: temporali al Nord e sole al Centro-Sud.