La controversa campagna pubblicitaria di Sydney Sweeney, che mostra l’attrice nuda in relazione allo sport, ha suscitato reazioni forti da parte di atlete olimpiche. L’annuncio, lanciato la settimana scorsa, vede l’interprete di serie TV coperta nelle parti intime da palloni da football, racchette da tennis e cesti da basket, con il claim “solo sport”. Le reazioni non si sono fatte attendere, con molte atlete che hanno espresso indignazione e disapprovazione per la rappresentazione del corpo femminile in un contesto che, per loro, non ha nulla a che fare con la dedizione e la forza dello sport.
Le atlete si scagliano contro la sessualizzazione
La nuotatrice australiana Arianne Titmus, quattro volte medaglia d’oro alle Olimpiadi, ha scritto su Instagram: “Non è solo un calcio in faccia a tutte le donne che abbiano dedicato la loro vita a perfezionare le loro capacità, ma ad ogni donna che ama lo sport per quello che realmente è: lavoro di squadra, amicizia, dedizione, eccellenza, unione.” La sua reazione è stata condivisa da altre atlete, tra cui la ginnasta americana Gracie Kramer, che ha postato un reel sulle sue imprese con la didascalia: “Non so cosa volesse fare Sydney Sweeney, ma questo è l’aspetto di una donna che fa sport”. Il post ha ricevuto quasi un milione di like, incluso quello della tuffatrice Kassidy Cook.
La velocista Bree Rizzo ha scritto: “C’è molto di più dell’aspetto nelle donne che fanno sport. C’è la loro forza, abilità, devozione, resilienza, fiducia e tutto quello che sono capaci di ottenere.” La campionessa di pugilato australiana Skye Nicolson ha aggiunto: “C’è una grande differenza tra il sembrare sexy perché si fa sport e l’utilizzare il sesso per vendere lo sport”. Per lei, la campagna rappresenta una presa in giro delle donne che fanno sport, e una forma di mercificazione del corpo femminile per vendere prodotti destinati quasi esclusivamente al pubblico maschile.
La difesa di Sydney Sweeney
Sweeney ha risposto alle accuse, nelle proprie storie Instagram, includendo foto nude di atlete come Serena Williams e Megan Rapinoe. L’attrice, che ha già suscitato polemiche per un precedente spot per un jeans, ha deciso di prestare il suo corpo a una campagna per la società di scommesse sportive Novig, di cui è in procinto di diventare azionista. La sua difesa si basa sull’idea che non ci sia niente di sbagliato nell’essere belle e fare sport, e nell’abbracciare la propria femminilità, pur essendo al tempo stesso un’atleta.
La campagna, partita la settimana scorsa, vede l’attrice sotto il claim “solo sport”, coperta nelle parti intime da palloni da football, racchette da tennis e cesti da basket, in un’ovvia mercificazione del corpo femminile per vendere prodotti destinati quasi esclusivamente al pubblico maschile. Le reazioni delle atlete si sono moltiplicate, con l’atleta inglese Lucy Davis che ha scritto: “Non so cosa accidenti Sydney Sweeney stesse facendo, ma siamo nel 2026. Smettiamo di sessualizzare le donne nello sport.” La sua frase ha ricevuto il like anche da Florence Pugh, un’attrice e attivista per i diritti delle donne.
La polemica, quindi, non si limita al mondo dello sport, ma tocca anche il dibattito più ampio sulla rappresentazione delle donne in pubblicità e nella cultura di massa. Mentre Sydney Sweeney cerca di difendere la sua scelta, le atlete continuano a sottolineare che il loro impegno e la loro forza non dovrebbero essere ridotti a un’immagine sessualizzata.



