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mercoledì 16 Settembre 2026

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Cultura

Un giardino verticale a Palermo: il gasometro di via Sandron diventa polo di innovazione e attrazione per i talenti

Palermo trasforma un gasometto in un polo di innovazione e attrazione per i talenti, con progetti di rigenerazione urbana e spazi pubblici gratuiti.

Il Comune di Palermo ha approvato una delibera che riconosce l’interesse pubblico per la trasformazione del gasometro di via Sandron in un hub di innovazione e cultura. Il progetto, che prevede la realizzazione di un giardino verticale, un ostello, un ristorante e un parco giochi gratuito, mira a attrarre talenti e a contrastare la fuga di cervelli. L’area, di proprietà dell’Amg Energia, è stata concessa a un’associazione per un progetto che potrebbe diventare un simbolo della rigenerazione urbana della città.

Un passo verso la rigenerazione urbana

La Giunta comunale ha approvato un passaggio necessario per poter giungere alla firma di una convenzione di 5 anni, che definirà nel dettaglio modalità d’uso, garanzie e condizioni di ripristino finale della struttura. L’idea è quella di realizzare il Mic, Mezzogiorno Innovation Center, un polo di innovazione che potrebbe attrarre imprese, startup e giovani professionisti. L’area, che si trova vicino al carcere Ucciardone, è stata già concessa a un’associazione per un progetto che prevede un investimento di oltre 1,6 milioni di euro, interamente a carico dei proponenti.

Un progetto reversibile e sostenibile

“Tutti gli interventi saranno reversibili, senza consumo di nuovo suolo né aumento di cubatura, nel rispetto del recupero conservativo dei manufatti storici”, assicurano dal Comune. La proposta prevede inoltre la resa di servizi in convenzione al Comune e alla cittadinanza: gli spazi potranno essere usati per 5 giornate all’anno per iniziative istituzionali, 2 cicli di seminari per imprese, 3 eventi stagionali gratuiti. In più la fruizione del giardino pubblico e del parco giochi dovrà essere gratuita.

Il sindaco Roberto Lagalla ha definito l’atto “un passo importante verso la rigenerazione di uno dei siti di archeologia industriale più significativi della città”, reso possibile da una prima applicazione sperimentale della normativa sugli usi temporanei brevi. L’assessore alla Rigenerazione Urbana, Maurizio Carta, ha sottolineato come il progetto sia “reversibile, sostenibile e aperto alla città” e “coerente con la visione delle direttive generali del nuovo Piano urbanistico generale di Palermo, le quali indirizzano il futuro della città verso la rigenerazione urbana, l’inclusione sociale e l’attrazione di nuovi talenti per contrastare la fuga di competenze dal Mezzogiuno.”

Un esempio italiano di rigenerazione urbana

Se per Palermo si tratta di una prima assoluta, in Italia l’esempio forse più celebre di riconversione di un complesso del genere è quello del Gazometro di Roma. Nell’area, di proprietà dell’Eni dagli anni Sessanta, è stato avviato dal 2006 un progetto di riqualificazione che ha trasformato il complesso in un simbolo della rigenerazione urbana della Capitale nonché punto di riferimento di innovazione e arte. Tra le altre metropoli italiane che hanno puntato sui gasometri dismessi c’è Milano, dove sono in corso dal 2023 i lavori per il campus Bovisa-Goccia del Politecnico di Milano. Il progetto di Palermo potrebbe diventare un modello per altre città che cercano di dare nuova vita a spazi industriali dismessi. L’obiettivo è non solo di valorizzare l’area, ma anche di creare un polo di attrazione per i talenti e per l’innovazione, contribuendo alla rigenerazione urbana e alla crescita economica della città.

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