L’Italia si distingue in un contesto europeo in cui i livelli di lettura dei quindicenni continuano a calare. Secondo l’OCSE, il calo della capacità di comprensione della lettura è un problema diffuso in quasi tutta l’area, ma i dati italiani mostrano un’eccezione significativa. Mentre in altri Paesi si registra un declino, in Italia i ragazzi mantengono un livello di lettura superiore alla media, grazie a scelte didattiche e a un uso consapevole della tecnologia.
Il quadro globale rilevato dall’OCSE indica un forte calo nella capacità di comprensione della lettura, mentre i risultati nelle materie scientifiche rimangono stabili. In molti Paesi, i ragazzi non riescono a leggere con la stessa profondità e comprensione di una volta, e questo si traduce in una ridotta capacità di analisi e pensiero critico. Tuttavia, in Italia, il comportamento degli studenti si distingue: i quindicenni si collocano sopra la media OCSE, e il loro livello di lettura migliora rispetto al 2018.
La scuola italiana ha fatto da scudo contro il declino.
Secondo il direttore dell’OCSE, Andreas Schleicher, il motivo principale del successo italiano è la maggiore serietà didattica e la coerenza nell’insegnamento. Gli insegnanti italiani hanno adottato metodi più strutturati e focalizzati, che hanno aiutato a mantenere un livello di lettura elevato. Inoltre, l’uso delle prove INVALSI ha permesso alle scuole di identificare precocemente i punti deboli e di intervenire tempestivamente. Misure come l’Agenda Sud, che ha migliorato le condizioni delle scuole in aree fragili, hanno contribuito a ridurre il divario tra Nord e Sud.
Se in molti Paesi l’uso eccessivo della tecnologia durante l’orario scolastico ha ridotto la concentrazione e i voti, in Italia l’approccio è diverso. Gli studenti che riescono a muoversi con abilità nel mondo digitale sono proprio quelli che conservano l’abitudine di leggere libri di carta superiori alle cento pagine. Questo allenamento mentale permette loro di orientarsi anche nella complessità della rete. La tecnologia, in questo caso, non è un ostacolo, ma un supporto per migliorare la capacità di lettura.
La scrittura a mano e la memorizzazione aiutano a leggere meglio.
Le scelte del ministero dell’Istruzione, guidato da Giuseppe Valditara, hanno promosso il ritorno ai libri cartacei, alla scrittura a mano e alla memorizzazione. Questi strumenti, pur essendo tradizionali, hanno dimostrato di essere efficaci nel migliorare la capacità di lettura e di pensiero critico. L’OCSE ha sottolineato come la tecnologia da sola non basta, ma la combinazione con l’uso di libri di carta e di metodi tradizionali ha dato risultati positivi. Un altro aspetto rilevante è la capacità degli studenti italiani di verificare le informazioni. Se in molti Paesi meno della metà dei ragazzi controlla le notizie, in Italia la quota sale al 63%. Inoltre, solo il 28% dei giovani italiani sceglie di fidarsi del “buon senso” di fronte a un dubbio tra dati oggettivi e intuizioni personali, dimostrando una maturità superiore alla media globale.
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