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mercoledì 16 Settembre 2026

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Cronaca

Corepla in amministrazione giudiziaria per non aver impedito gestione illecita rifiuti

Corepla, consorzio plastica, amministrazione giudiziaria, gestione rifiuti, illecito ambientale

Il consorzio nazionale per il recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica, Corepla, è finito in amministrazione giudiziaria per un anno a causa di una gestione non conforme dei rifiuti, che ha permesso la prosecuzione di attività illecite da parte di società consorziate. L’evento, reso noto il 16 settembre 2026, è stato deciso dal Tribunale di Milano, su proposta della Procura, in seguito a indagini che hanno evidenziato una mancanza di controllo da parte del consorzio. L’obiettivo della misura è rafforzare i controlli e impedire che Corepla possa ulteriormente agevolare soggetti economici coinvolti in condotte illecite nel settore ambientale.

Controlli non effettuati e gestione illecita di migliaia di tonnellate di rifiuti

Secondo il provvedimento emesso, Corepla non ha effettuato controlli adeguati per neutralizzare il rischio di gestione illecita dei rifiuti. La Procura di Milano ha stimato che, dal 2023 al 2025, siano state gestite in modo abusivo almeno 240mila tonnellate di rifiuti di matrice plastica, con un profitto stimato in 58,3 milioni di euro. Tra i soggetti coinvolti, la società Synextra Spa, una società consorziata, è stata sottoposta a procedimento penale per illeciti nella gestione dei rifiuti plastici.

Le intercettazioni, analizzate nel provvedimento, hanno evidenziato una piena consapevolezza da parte del personale di Corepla sulla non corretta gestione dei rifiuti da parte di Synextra. In una conversazione, un interlocutore ha espresso dubbi su una situazione che sembrava conforme ma non lo era in realtà. Altre conversazioni hanno parlato della gestione di migliaia di tonnellate di plasmix, con riferimenti a tremila tonnellate di multimateriale e mille tonnellate di plasmix.

La gestione illecita ha comportato un profitto stimato in 58,3 milioni di euro.

La misura di tutela e il ruolo dell’amministratore giudiziario

L’amministrazione giudiziaria, introdotta per la prima volta in Italia grazie al decreto “Terra dei fuochi”, ha una funzione di “tutoraggio” per rimuovere le criticità organizzative e gestionali del consorzio. L’amministratore giudiziario, nominato dal tribunale, avrà poteri di controllo sull’attività di Corepla. L’obiettivo è rafforzare i controlli e garantire elevati standard di sicurezza ambientale su tutto il territorio nazionale. Il Tribunale ha valutato la condotta di Corepla come “quantomeno anomala”, in considerazione dell’elevata qualificazione professionale del consorzio e della rilevanza strategica delle attività svolte attraverso la rete dei centri di stoccaggio e selezione. La misura è stata adottata con particolare rigore, in vista della strategica funzione del consorzio nel settore ambientale.

Corepla è un’entità di rilevanza nazionale nel settore del recupero dei rifiuti.

Corepla, che riunisce circa 2.500 società consorziate e 7.534 Comuni, è un’entità di rilevanza nazionale nel settore del recupero dei rifiuti. Il Codice antimafia, che ha introdotto la misura dell’amministrazione giudiziaria per delitti contro l’ambiente, ha visto per la prima volta in Italia l’applicazione di questa misura in un caso di gestione illecita di rifiuti. La Procura ha sottolineato che la misura è volta a prevenire futuri abusi e a garantire una gestione conforme e trasparente.

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