Marco Ghianda, compositore, musicista polistrumentista e sound designer, trasforma i suoni della natura in musica, dando voce alle lacrime della terra. NATO e cresciuto tra Rovigo e Adria, ha scelto di lavorare con la Natura, la più grande artista che esiste, anche dopo il suo trasferimento in Toscana. Le sue collaborazioni con Elisa, Terzani e Germano hanno portato a progetti come “A piedi nudi sulla terra”, un’esperienza che unisce musica, tecnologia e ambiente. Ghianda ha viaggiato in luoghi simbolici come Stonehenge, cercando di indagare il rapporto tra suono, materia e antiche culture.
Un metodo di ricerca tra tecnologia e natura
Il metodo di ricerca di Marco Ghianda si basa sull’uso di strumenti di registrazione e analisi delle frequenze per raccogliere i suoni e le vibrazioni degli ambienti naturali. In altre parole, cerca di dare una forma musicale a ciò che normalmente non riusciamo ad ascoltare. Questo processo permette di raccontare un luogo non solo con immagini e parole, ma attraverso la sua stessa dimensione sonora. La sua ricerca mette insieme musica, tecnologia, ambiente e viaggio, per imparare ad ascoltare la terra, anziché limitarsi a guardarla.
Un’esperienza tra ghiaccio, vento e acqua
Marco Ghianda ha attraversato ambienti glaciali per registrare ciò che normalmente rimane fuori dalla nostra percezione: il suono del ghiaccio, dell’acqua, del vento e dei processi naturali che stanno trasformando quei luoghi. Ha anche partecipato a spedizioni nell’Artico, insieme all’amico Folco Terzani, per indagare i fenomeni legati al cambiamento climatico. «Ho percepito che il mondo mi sta chiamando, per farmi capire la sua armonia e anche la sua sofferenza», ha detto. Secondo lui, il problema ecologico attuale non è solo causato dall’inquinamento, ma dagli esseri umani, che dovrebbero riuscire ad essere evoluti e interconnessi proprio come gli alberi.
La seconda edizione dei podcast di Marco Ghianda sarà dedicata in maniera più esplicita al rapporto tra uomo, ambiente e cambiamento climatico. Il progetto, disponibile su Spotify, ha già ospitato figure provenienti da mondi molto diversi, tra cui Elisa Toffoli, Folco Terzani, Elio Germano e altri artisti, ricercatori e studiosi. Alcuni incontri sono diventati anche collaborazioni artistiche. Ghianda ora si sta preparando a raggiungere il Pacifico, al largo del Perù, per lavorare sul complesso sistema di correnti e fenomeni oceanici legati a El Nino. Con il suo lavoro, Marco Ghianda cerca di far sentire la voce della terra, attraverso la musica e la tecnologia. Il suo progetto non è solo un’esperienza artistica, ma una forma di sensibilizzazione e riflessione su come l’uomo possa riconnettersi con l’ambiente, ascoltandolo non solo con gli occhi, ma con l’orecchio.



