Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato un monito durante un incontro con una delegazione della World Jurist Association e della World Law Foundation al Quirinale, sottolineando l’importanza di recuperare l’autorità degli Stati rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica. L’attenzione è rivolta all’intelligenza artificiale, un settore in rapida evoluzione che, se non regolamentato, potrebbe mettere a rischio i diritti fondamentali della persona e la stabilità delle istituzioni democratiche.
“Va ricordato come lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale da un lato apra opportunità straordinarie ma, allo stesso tempo, imponga che l’innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali”, ha detto Mattarella. L’attenzione del presidente è volta a garantire che l’evoluzione tecnologica non vada a scapito dei principi democratici e dei diritti umani. È agli Stati che spetta la responsabilità e il dovere di consegnare il futuro nelle mani delle giovani generazioni, non a macchinari che possano sottrarglielo.
Il presidente ha anche richiamato l’esperienza dei totalitarismi del Novecento, che hanno mostrato come la sola legalità formale non sia sufficiente a garantire lo Stato di diritto. “Da quella tragica lezione storica è maturata la consapevolezza che i diritti inviolabili della persona e i principi fondamentali dell’ordinamento non possono essere subordinati alle contingenze della decisione politica, poiché costituiscono espressione della dignità umana”, ha ricordato Mattarella. L’attenzione è rivolta anche alle corti internazionali, che sono state messe in discussione da conflitti armati e da tentativi di delegittimazione. La stessa fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene, talvolta, messa a prova dalla corruzione, dai traffici illeciti, dalla criminalità organizzata.
Il presidente ha sottolineato che “il diritto deve rappresentare il fondamento e disegnare il limite e la misura dell’esercizio del potere”. Questo concetto è stato ulteriormente chiarito con un richiamo alle Costituzioni democratiche del secondo dopoguerra, tra cui quella italiana, che “nata dal comune lavoro di portatori di culture politiche diverse, ha attraversato decenni di trasformazioni profonde della società, confermando ancora oggi la propria forza e attualità”. L’obiettivo è di garantire che le istituzioni siano in grado di rispondere ai rischi derivanti dall’evoluzione tecnologica e dal degrado delle norme giuridiche.
La posizione di Mattarella si colloca in un contesto globale in cui l’IA rappresenta un’opportunità ma anche un rischio. “I rischi soprattutto inerenti ai diritti e alle libertà individuali, che si intrecciano a quelli derivanti dai sanguinosi conflitti e dalla progressiva delegittimazione delle corti internazionali”, ha sottolineato. L’attenzione al futuro delle nuove generazioni è un tema ricorrente, con l’idea che “il futuro sia nelle mani delle nuove generazioni, non dei macchinari”. Questo monito, lanciato in un momento in cui l’evoluzione tecnologica procede a velocità record, rappresenta un appello a un’azione collettiva e responsabile da parte degli Stati e degli organismi internazionali.
Il presidente ha anche ricordato che “la stessa fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene, talvolta, messa a prova dalla corruzione, dai traffici illeciti, dalla criminalità organizzata”. L’attenzione è volta a garantire che le istituzioni siano in grado di rispondere ai rischi derivanti dall’evoluzione tecnologica e dal degrado delle norme giuridiche. Il diritto deve rappresentare il fondamento e disegnare il limite e la misura dell’esercizio del potere.
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