Il bosco del Monte Cimino, in provincia di Viterbo, ha accolto un’innovativa sperimentazione scientifica che lo trasforma in un “parlante” per la ricerca. I castagni del territorio, simbolo di una tradizione e di una biodiversità unica, sono ora dotati di sensori digitali che raccoglieranno dati in tempo reale per studiare l’impatto dei cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle foreste. L’iniziativa, promossa da Sorgenia e coordinata dall’Università degli Studi di Milano, ha visto l’area forestale di Soriano nel Cimino entrare ufficialmente a far parte del programma nazionale RigeneraBoschi, un progetto dedicato alla salute dei polmoni verdi italiani.
Due aree per confrontare la gestione forestale
La sperimentazione si svolge in due zone distinte del bosco: una lasciata alla crescita spontanea e l’altra sottoposta a una gestione selvicolturale sostenibile. Questo approccio permette di valutare gli effetti della cura dell’uomo sull’ecosistema, confrontando i dati raccolti in entrambi i contesti. I sensori, chiamati Tree Talkers, misurano parametri vitali come la fotosintesi, la crescita e la reattività alle condizioni climatiche estreme. L’obiettivo è comprendere come la gestione umana possa agire come una “medicina preventiva” per la salute del bosco.
Un progetto che include la comunità locale
La novità è stata accolta con entusiasmo anche dall’amministrazione comunale di Soriano nel Cimino. Simone Lodovisi, Segretario Comunale, ha sottolineato l’importanza del progetto per la Tuscia, sottolineando come i boschi di castagno siano centrali per l’economia e il turismo del territorio. “Abbiamo raccolto con favore l’invito di Sorgenia e dell’Università degli Studi di Milano a partecipare allo studio, che porta qui strumenti di misura in linea con le politiche ambientali che il Comune persegue da anni”, ha dichiarato Lodovisi. Il professor Giorgio Vacchiano, coordinatore del progetto e docente di Gestione e Pianificazione Forestale, ha spiegato che il castagno è una specie chiave per comprendere il legame tra salute della pianta e cura del bosco. “I dati raccolti negli altri siti indicano che la gestione selvicolturale funziona come una medicina preventiva per l’ecosistema forestale, e sul Cimino potremo verificarlo su un bosco che ha già attraversato una crisi sanitaria”, ha sottolineato.
Un modello di sostenibilità certificato
Il bosco del Cimino possiede già due certificazioni internazionali per la gestione sostenibile, rilasciate da Pefc Italia e Fsc. Questo sistema tutela la biodiversità floro-faunistica, garantisce la capacità del suolo di assorbire il carbonio e contrasta il dissesto idrogeologico. L’area montana di Soriano vanta un primato di compatibilità ecologica a livello nazionale, posizionandosi tra i migliori modelli italiani di tutela ambientale stabili e certificati.



