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mercoledì 16 Settembre 2026

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Le strade romane non si concentravano solo su Roma

Nuovi dati rivelano che le strade romane si adattavano al paesaggio e non seguivano una rete centrale intorno a Roma.

Le strade romane non si concentravano solo su Roma, ma si adattavano al paesaggio e alle esigenze di mobilità. Una nuova analisi di quasi 300 mila chilometri di vie romane ha rivelato che la capitale non occupava una posizione eccezionalmente centrale nella rete terrestre imperiale. Città come Antiochia, Ankara e Bisanzio avevano posizioni strategicamente più vantaggiose. L’immagine tradizionale di un sistema viario costruito intorno a Roma è stata ridimensionata, mostrando che le strade romane non seguivano una linea retta indipendentemente dal paesaggio, ma si adattavano alla morfologia del territorio.

Le strade non erano sempre dritte

Un team di ricercatori, tra cui Adam Paout e Tom Brughmans dell’Aarhus University, ha utilizzato il modello digitale Itiner-e per analizzare le caratteristiche delle strade romane. Hanno studiato pendenza, orientamento e sinuosità di tratti di un chilometro, confrontandoli con le strade moderne. I risultati mostrano che, sebbene le strade romane privilegiassero percorsi rettilinei quando il territorio lo permetteva, non erano uniformemente dritte come si pensava. In aree montuose, ad esempio, la sinuosità aumentava, dimostrando un adattamento alla topografia.

Le strade romane non seguivano una linea retta a qualsiasi costo. Gli ingegneri cercavano la soluzione più diretta quando era possibile, ma senza perseguire la linea retta a qualsiasi costo. Il dato sulla pendenza conferma quanto fosse importante rendere le vie percorribili da carri e altri mezzi a ruote: 270.955 chilometri, pari al 90,57% delle strade analizzate, si trovavano entro il limite massimo del 16% di pendenza considerato compatibile con il traffico veicolare.

Le capitali provinciali avevano posizioni strategiche

Le capitali provinciali erano spesso collocate in posizioni favorevoli per la mobilità all’interno delle rispettive province. Il 35% di queste aveva un indicatore di centralità nel 10% più elevato della distribuzione, e 14 delle 45 capitali analizzate si trovavano tra le prime due fasce per tutti e tre gli indicatori utilizzati. Questo indica che la rete romana non era semplicemente organizzata a raggiera intorno a Roma, ma si basava su una distribuzione più complessa e adattata alle esigenze locali.

Le strade principali avevano un ruolo riconoscibile nella struttura della rete. In 40 delle 43 province con dati disponibili, le arterie principali avevano una probabilità maggiore di occupare posizioni strategicamente importanti per la mobilità terrestre. Questo conferma che la rete romana era progettata per collegare centri amministrativi, insediamenti militari e territori appena incorporati, senza seguire un’unica direzione verso Roma. Le strade moderne non seguono quelle romane. Lo studio ha anche ridimensionato l’idea che le strade moderne seguirebbero semplicemente i tracciati romani. La correlazione tra reti romane e moderne è moderata, con un coefficiente di 0,46. In nessuna regione, tuttavia, la rete romana è sufficiente da sola a prevedere completamente quella contemporanea. Duemila anni di trasformazioni demografiche, economiche, politiche e tecnologiche hanno modificato profondamente la geografia dei trasporti.

Il cambiamento è particolarmente evidente nelle aree urbane e industriali dell’Europa occidentale. La densità stradale è cresciuta fortemente nell’Italia settentrionale, nel bacino Reno-Mosa e in Gran Bretagna, intorno a grandi città come Parigi, Marsiglia e Madrid. Gli aumenti più marcati si osservano attorno a centri relativamente piccoli in epoca romana che sono poi diventati grandi aree metropolitane. In altre aree, come la Grecia, l’Asia Minore e alcune zone del Nord Africa, la densità di grandi strade è oggi inferiore rispetto al passato. Questi risultati, pubblicati su Nature Communications, rappresentano un passo avanti nella comprensione della rete viaria romana e del suo impatto sull’organizzazione territoriale dell’Impero. La ricerca ha dimostrato che le strade romane non erano semplicemente un sistema di collegamento verso Roma, ma una rete complessa e adattata alle esigenze del territorio.

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