Un calo senza precedenti per la barbabietola da zucchero in Veneto
Le superfici dedicate alla coltivazione della barbabietola da zucchero in Veneto sono calate del 42% rispetto all’anno precedente, segnando un calo senza precedenti nel settore. L’evento di Borgo Veneto, promosso da Coldiretti Padova e Coprob Italia Zuccheri, ha visto l’interesse di agricoltori, imprese e rappresentanti delle istituzioni per discutere le prospettive del comparto e le strategie per il futuro. L’incontro, che si è svolto il 17 settembre 2026, ha rappresentato un momento cruciale per definire le traiettorie di sviluppo del settore, in un contesto di sfide climatiche e economiche crescenti.
La produzione regionale si attesta a 254 mila tonnellate, con un calo del 30% rispetto al 2025. Questo risultato è stato parzialmente compensato da un miglioramento della qualità tecnologica delle radici e da quotazioni all’origine stabili. Inoltre, per il 2026 si prevede un’annata migliore, grazie agli interventi di preparazione del terreno che hanno permesso di mitigare gli effetti dello stress idrico e delle elevate temperature.
Un piano di rilancio per sostenere la filiera
L’incontro di Borgo Veneto è arrivato al termine di una stagione particolarmente complessa per la bieticoltura padovana e veneta, segnata anche dalla sospensione dell’attività nello Zuccherificio di Pontelongo. Tuttavia, è stato presentato un piano di rilancio e di incentivi messo a punto da Coprob, con l’obiettivo di sostenere la programmazione delle semine e favorire la coltivazione della barbabietola. «Ora dobbiamo proseguire in questa direzione rendendo questo sostegno continuativo e strutturale nel futuro», ha sottolineato Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, «per consentire alla filiera di fare una programmazione che possia consolidare nel tempo la propria competitività e il proprio ruolo strategico per l’agricoltura padovana e veneta».
La filiera bieticolo-saccarifera deve affrontare costi di produzione sempre più elevati e un mercato sempre più competitivo. L’obiettivo è quello di rendere la filiera più resiliente alle sfide climatiche e economiche, garantendo un futuro stabile per gli agricoltori. L’incontro ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di creare un piano condiviso per il 2027.
La discussione ha posto al centro le scelte agronomiche e le strategie produttive per la prossima campagna agraria, con un focus su come migliorare l’efficienza colturale e la sostenibilità economica delle aziende. L’efficienza colturale si è migliorata, con una resa media salita a 56,7 tonnellate per ettaro, in crescita del 21,1%. Questo risultato è stato raggiunto nonostante la forte contrazione degli investimenti, che sono scesi a 4.488 ettari, un calo del 42% su base annua. La ripresa delle rese ha parzialmente compensato il taglio delle superfici, ma il calo complessivo della produzione regionale si attesta al 30%. L’interesse per la semina 2027 è crescente, con l’obiettivo di stabilizzare la filiera e garantire un futuro sostenibile per il settore.



