L’avvocato Antonio Sartoris, figura di riferimento dell’avvocatura cuneese e protagonista della vita culturale della città, è morto all’età di 95 anni. NATO nel 1930, Sartoris ha guidato lo studio legale di famiglia dal 1959, dedicandosi con passione alla pratica forense e alla promozione della cultura locale. Tra i casi più noti della sua carriera, la vicenda giudiziaria di Serena Cruz, al centro del dibattito nazionale sulle adozioni internazionali negli anni Ottanta, ha segnato un momento importante nella sua attività professionale.
Negli anni Settanta, Sartoris ha ricoperto il ruolo di presidente della Pro Cuneo, un’associazione che ha promosso eventi di rilievo come la tappa del Cantagiro e ha contribuito alla nascita della fiera commerciale cittadina. Questo impegno ha rafforzato il legame tra l’avvocatura e la comunità, ponendo le basi per un’attività culturale e sociale sempre più radicata a Cuneo. La sua attività ha visto la collaborazione con istituzioni e associazioni locali, contribuendo a creare un ambiente in cui l’arte, la cultura e la giustizia si sono intrecciate. Sartoris ha saputo unire la pratica legale alla promozione della cultura e del patrimonio locale, lasciando un’impronta indelebile nella vita di Cuneo.
Negli ultimi decenni, Sartoris ha dedicato gran parte del suo tempo all’arte e alla musica, collaborando con la Fondazione Casa Delfino. Tra i progetti più significativi, la collocazione in corso Nizza della scultura “Ulisse il pensatore” di Gaetano Usciatta, diventata un simbolo urbano riconoscibile del capoluogo della Granda. Questa iniziativa ha contribuito a valorizzare l’identità culturale della città, unendo arte e tradizione. La sua passione per l’arte e la musica ha reso Cuneo un luogo più ricco e vivace, un’eredità che continuerà a essere apprezzata. La figura di Antonio Sartoris rappresenta un esempio di impegno civile e professionale, che ha lasciato un’impronta indelebile nella vita di Cuneo. La sua morte segna la fine di un’era, ma il ricordo del suo lavoro e delle sue passioni rimarrà vivo nella comunità. Sartoris è stato non solo un avvocato, ma un uomo che ha saputo unire la pratica legale alla promozione della cultura e del patrimonio locale.
La sua morte rappresenta una perdita per la comunità cuneese, ma anche un ricordo di un uomo che ha saputo unire la professionalità alla passione per la cultura. Il suo lavoro continuerà a essere un punto di riferimento per chi crede nel valore dell’impegno civile e nella promozione della cultura locale.
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