Un documentario che celebra la cura e l’autonomia
Il documentario “Germogli”, realizzato da Open in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, racconta le storie di sei persone con sordocecità, mostrando come la cura non sia solo assistenza, ma un meccanismo di crescita e interazione. Il film, in anteprima il 18 settembre a Parma durante il Festival di Open, mette in luce come la capacità di chiedere aiuto possa essere un atto di forza e non di debolezza.
Le storie di sei persone e la loro capacità di adattarsi
Marzia, Angelo, Francesca, Stefano, Amerigo e Mariapaola vivono con la sordocecità, una condizione che richiede un adattamento costante al mondo. Ognuno ha una storia diversa, ma condividono la capacità di valorizzare le proprie abilità e di imparare a chiedere supporto quando necessario. Per esempio, Amerigo, un anziano che ha visto il proprio campo visivo restringersi, ha imparato a leggere il Braille, mentre Marzia, fisioterapista, ha continuato a prendersi cura dei pazienti anche mentre la sua vista cambiava.
La cura non è solo assistenza, ma un processo circolare
La cura, spesso associata alla fragilità, è in realtà un elemento fondamentale per la vita di tutti. Il documentario sottolinea come la cura non sia solo un atto di assistenza, ma un processo circolare: chi la riceve può poi esercitarla nei confronti di altri. Francesca, una delle protagoniste, spiega che «essere autonomi non significa necessariamente fare tutto da soli, ma anche sapere quando chiedere aiuto». Questo concetto è alla base del documentario, che cerca di mostrare come la cura possa essere un ponte tra persone, non un muro.
La Lega del Filo d’Oro, fondata nel 1964, è un’organizzazione che supporta le persone con disabilità sensoriale e plurisensoriale, offrendo percorsi personalizzati per la comunicazione, la mobilità e la gestione delle attività quotidiane. Oggi è presente in 13 regioni italiane, con una rete che include il Centro Nazionale di Osimo, strutture residenziali e diurne, e servizi territoriali. L’obiettivo è creare un ambiente in cui le persone sordocieche possano vivere con autonomia e partecipare pienamente alla vita sociale.
La sordocecità non è un limite, ma un invito a reinventare il mondo
Il documentario “Germogli” non si limita a raccontare le storie di sei persone, ma cerca di aprire una riflessione più ampia sulle sfide e le opportunità offerte dalla disabilità. La sordocecità, pur essendo una condizione di limitazione, è anche un invito a rivedere i modi in cui la società si relaziona con chi non vede né sente. La Lega del Filo d’Oro, con il suo lavoro, dimostra che l’autonomia non è un traguardo, ma un processo continuo di adattamento e crescita. Le nuove proiezioni del documentario saranno annunciate nei prossimi mesi, ma il messaggio del film è chiaro: la cura non è solo un bisogno, ma un diritto e un potere.



