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giovedì 17 Settembre 2026

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Vendemmia 2026 del Montecucco: rese in calo del 10-15%, uve sane nonostante siccità e caldo

Vendemmia 2026 del Montecucco: rese in calo del 10-15%, uve sane nonostante siccità e caldo

La vendemmia 2026 del Montecucco Doc e Docg si conclude con un anticipo di 15 giorni e una riduzione media delle rese tra il 10 e il 15%, nonostante le condizioni climatiche estreme. Le uve, secondo il Consorzio di Tutela, arrivano in cantina in condizioni sanitarie molto buone e con parametri di maturazione equilibrati. La stagione, segnata da siccità e cinque ondate di calore, ha accelerato la maturazione dei vitigni, ma non ha compromesso la qualità delle uve. La riduzione delle rese è il riflesso di una stagione climaticamente complessa, ma i produttori hanno riuscito a preservare la qualità del prodotto.

Un’estate senza piogge e con temperature elevate

Dal primo giugno, il quadro climatico si è radicalmente modificato. Fino al 20 agosto non sono state registrate precipitazioni significative sul territorio, con un deficit idrico stimato tra 80 e 100 millimetri rispetto alla quantità normalmente attesa. Le temperature, in alcuni casi, sono arrivate a 37-38 °C, 8-10 gradi sopra la media, accelerando il ciclo vegetativo e anticipando la maturazione. La siccità, insieme alle ondate di calore, ha reso la stagione particolarmente complessa per i vigneti. La gestione delle risorse idriche ha giocato un ruolo chiave nel preservare la qualità delle uve. La maggior parte delle aziende ha ormai superato la metà delle operazioni e la conclusione è prevista indicativamente entro il 20 settembre. Le prime raccolte, quelle dei bianchi, sono iniziate già a metà agosto; dalla fine dello stesso mese sono entrati in vendemmia anche i rossi.

Adattamento dei vitigni e interventi mirati

Nonostante le condizioni climatiche sfavorevoli, i vitigni del Montecucco si sono dimostrati resilienti. Tra i vitigni precoci, come il Vermentino, Syrah e Merlot, si registrano rese leggermente inferiori, ma con una qualità giudicata elevata. Per il Sangiovese, vitigno principe del Montecucco, è stato necessario aumentare l’irrigazione ai primi di agosto, ma anche in questo caso si è ottenuto un livello qualitativo da buono a ottimo.

«I vitigni precoci – spiega Giuliano Guerrini, storico agronomo di ColleMassari a Poggi del Sasso – hanno registrato una resa leggermente inferiore ma con una qualità molto alta. Per il Sangiovese, più tardivo, abbiamo dovuto aumentare l’irrigazione ai primi di agosto ma anche per il vitigno principe del Montecucco abbiamo ottenuto un livello qualitativo da buono a ottimo a fronte di un’importante diminuzione delle rese». Guerrini sottolinea l’importanza di interventi mirati per gestire le condizioni climatiche estreme.

La collaborazione tra produttori e istituzioni è fondamentale per affrontare le sfide climatiche. Il Consorzio di Tutela ha sottolineato la necessità di intervenire sulla capacità del territorio di conservare e rendere disponibile la risorsa idrica. «Fondamentale in questo senso deve essere la collaborazione della Provincia e della Regione: confidiamo in un dialogo sempre più stretto con le istituzioni per individuare insieme strumenti e soluzioni concrete che possano aiutare la viticoltura della nostra regione ad adattarsi con maggiore efficacia a scenari in continua evoluzione», aggiunge Guerrini.

Nell’ultimo anno, gli imbottigliamenti del Montecucco sono cresciuti dell’11%, confermando la capacità del territorio e dei produttori di affrontare stagioni climaticamente complesse. Il Consorzio guarda con interesse ai mercati internazionali, con l’obiettivo di presentare in modo coordinato il sistema vitivinicolo della cosiddetta «altra Toscana». La vendemmia 2026, quindi, non solo rappresenta un bilancio di una stagione difficile, ma anche un passo avanti verso un futuro più sostenibile e resiliente.

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