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venerdì 18 Settembre 2026

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Giulio Tremonti allarma sull’intelligenza artificiale: «Serve una regolamentazione globale»

Giulio Tremonti avverte su rischi dell’intelligenza artificiale e chiede regole globali.

Giulio Tremonti ha lanciato un allarme sull’intelligenza artificiale, sottolineando l’urgenza di stabilire regole globali valide per tutti, compresi gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Cina. L’ex ministro, in un’intervista, ha messo in evidenza come l’IA abbia superato i confini della scienza informatica per influenzare ogni aspetto della vita quotidiana, suscitando dibattiti, allarmi e dichiarazioni. «Voi tutti dove eravate?» ha chiesto, sottolineando l’assenza di risposte da parte delle classi dirigenti di fronte a una trasformazione epocale.

Un confronto storico tra stampa e rete

Paragonando l’evoluzione della rete a quella della stampa a caratteri mobili, Tremonti ha ricordato come l’invenzione di Gutenberg avesse reso il sapere accessibile a tutti, rompendo il monopolio dei monasteri. Oggi, con il salto dalla carta alla rete, la conoscenza è tornata a concentrarsi nelle mani di pochi, come gli “oligarchi” della rete. «La storia si ripete, ma al contrario», ha sottolineato, riferendosi al rischio di un controllo verticale del sapere da parte di potenti aziende tecnologiche.

La globalizzazione e la rivoluzione digitale sono state complementari, con effetti rivoluzionari. L’ex ministro ha spiegato come la diffusione di internet, inizialmente nata come strumento militare, abbia avuto un impatto enorme sul mondo, permettendo la diffusione di valori occidentali e la nascita di nuove forme di potere. «Terminata la Guerra fredda si consentì infatti che internet uscisse dai forzieri militari in cui era nato, per svilupparlo in base al più estremo laissez-faire regolamentare e fiscale», ha ricordato, sottolineando come questa scelta abbia portato a una trasformazione radicale del sistema politico e sociale.

Le Repubbliche digitali e il potere dei giganti della rete

Secondo l’ex ministro, le Repubbliche digitali stanno modificando le strutture sociali e politiche, spostando i poteri costituzionali verso nuovi soggetti egemoni. «Un tempo era funzione degli Stati fare le strade, battere moneta, permettere la democrazia. Oggi è lo stesso, ma in un altro modo», ha spiegato, riferendosi al ruolo delle piattaforme digitali che offrono autostrade informatiche, moneta digitale e nuove forme di democrazia. «Non è più l’uomo che uccide l’uomo, ma la macchina che decide di uccidere l’uomo», ha aggiunto, mettendo in guardia sui rischi militari dell’IA.

Il transumanesimo rappresenta un’evoluzione radicale dell’umanità. Tremonti ha citato la «Dichiarazione Transumanista» del 2009, che prevedeva l’integrazione della mente umana con la tecnologia. «Noi prevediamo la possibilità di ampliare il potenziale umano», ha detto, sottolineando come l’obiettivo sia superare l’invecchiamento, le carenze cognitive e il confinamento terrestre. «Caricheremo le nostre menti sul computer entro il 2045 e i nostri corpi saranno sostituiti da macchine entro novant’anni», ha aggiunto, mettendo in evidenza l’ascesa di una nuova forma di esistenza.

Tremonti ha concluso il suo intervento con un appello alle classi dirigenti, chiedendo una risposta tempestiva alle sfide dell’IA. «Quello che è certo è che la politica non può più procedere come l’Angelus novus, con la testa rivolta all’indietro», ha detto, facendo riferimento al famoso dipinto di Walter Benjamin. «Oggi che ai vecchi pericoli se ne aggiungono di nuovi e peggiori pare tornata la ragione per pensare alla necessità di regole, non solo locali, ma globali, come è globale l’AI», ha concluso, sottolineando l’importanza di un quadro normativo condiviso a livello internazionale. Le Repubbliche digitali stanno modificando le strutture sociali e politiche. L’ex ministro ha sottolineato come la rete stia modificando le vecchie strutture sociali e politiche, con la rete che determina una gigantesca traslazione dei poteri costituzionali. «Oggi il transumanesimo «ci si presenta come prodotto delle novità epocali intervenute via globalizzazione con i giganti della rete», ha detto, mettendo in evidenza come l’IA stia trasformando radicalmente la società.

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