Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha espresso le sue riflessioni sul momento difficile che sta vivendo dopo il mancato tesseramento e le conseguenze che ne derivano. « È un momento complicato, ingiustamente complicato, sorprendentemente complicato », ha detto, sottolineando come la situazione sia diventata estremamente delicata. L’attuale contesto, secondo il presidente, è stato caratterizzato da attacchi interni, definiti come « fuoco amico », provenienti da persone con cui ha condiviso amicizia e supporto. Malagò ha riconosciuto che le posizioni espresse in questi mesi non siano sempre giuste, ma ha ribadito la necessità di mantenere la serenità e la convinzione di aver fatto la scelta giusta.
Malagò ha spiegato che non si sarebbe avventurato in questa situazione se non avesse visto un contesto così difficile. « Non mi sarei avventurato in questa nuova partita, ma non mi aspettavo una situazione così difficile », ha aggiunto, sottolineando come la sua decisione di candidarsi alla presidenza della FIGC abbia portato a un clima di tensione interno. L’esperto ha anche sottolineato che « succede a chi si espone, a chi ci mette la faccia, che però viene anche eletto, e questo vuol dire tanto », evidenziando l’importanza della sua posizione e della sua scelta.
La fiducia nel futuro e nel lavoro è un elemento chiave per affrontare le prossime fasi, ha sottolineato Malagò. « Bisogna avere serenità e la convinzione che tante parole in libertà che si sono lette, tante prese di posizione non siano giuste », ha detto, rafforzando la sua determinazione a non lasciarsi condizionare. Il presidente ha anche parlato della Nazionale italiana, guidata da Roberto Mancini, e ha espresso ottimismo sulle possibilità di successo. « Ci sono tutti gli elementi per fare bene, partiamo dal presupposto che i giocatori non è che siano così clamorosamente cambiati rispetto a tre o quattro mesi fa », ha detto, mettendo l’accento sull’importanza del lavoro mentale e del clima interno.
Malagò ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e della collaborazione tra dirigenti e calciatori. « Bisogna lavorare in termini di spirito, entusiasmo e mentalità sia tra i calciatori che tra i dirigenti », ha concluso, rafforzando il suo impegno a guidare la FIGC con determinazione e coerenza. La situazione, pur complessa, resta un momento di sfida ma anche di opportunità per il futuro della federazione.
La fiducia è un elemento fondamentale per affrontare le prossime sfide, ha ribadito Malagò. « Fiducioso? Lo sono per natura, sarei un autolesionista se non lo fossi », ha detto, sottolineando la sua determinazione a proseguire con serenità. La sua posizione, pur oggetto di critiche, rappresenta un momento di riflessione per la FIGC, che dovrà trovare un equilibrio tra le diverse posizioni espresse e la gestione della situazione.
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