La Salsiccia di Bra, simbolo di identità e tradizione, torna al centro della scena al festival gastronomico Bra’s, in scena dal 17 al 20 settembre nella cittadina cuneese. Con una storia che risale al Seicento, quando la comunità ebraica di Cherasco richiedeva insaccati senza carne di maiale, la ricetta è rimasta legata alla città e a un sapere artigianale tramandato nel tempo. Oggi, la Salsiccia di Bra è uno dei prodotti più identitari del Piemonte, prodotta prevalentemente con carne magra di razza bovina piemontese e realizzata solo dalle sette macellerie autorizzate, secondo una tradizione custodita dal Consorzio di Tutela.
Il festival, che si svolge in un’area già completamente esaurita, attira previsioni di 160mila visitatori, il doppio rispetto all’edizione del 2024, quando le presenze avevano raggiunto quota 80mila. Gli organizzatori stimano un impatto economico per la città di circa 15 milioni di euro, con una ricaduta che coinvolge ristorazione, accoglienza, negozi e l’intero turismo. La salsiccia, prodotto principe, è al centro di questa crescita, ma anche il formaggio di Bra contribuisce al successo. La domanda, però, è: quanto può ancora essere reinterpretata una ricetta così legata alla propria identità senza perderne il carattere?
La Salsiccia di Bra, con la sua unicità riconosciuta ufficialmente nel 1847, rappresenta un prodotto che ha una storia lunga quattro secoli e un’identità forte che genera ricchezza oltre che piacere per il suo gusto unico. La sua delicatezza, legata al fatto che è un prodotto fresco, da consumare entro poche ore dalla produzione, la rende un ingrediente speciale per gli chef. La Salsiccia di Bra è un simbolo di tradizione e innovazione in equilibrio.
Tra i protagonisti del festival, alcuni dei nomi più importanti della cucina italiana, come Antonino Cannavacciuolo, si confrontano con un ingrediente che nella sua carta di identità ha anche una particolarità speciale: la sua delicatezza. Si parla infatti di un prodotto fresco, da consumare entro poche ore dalla produzione, e proprio per questo conserva un rapporto diretto con le macellerie e con il territorio in cui nasce. La Salsiccia di Bra, inoltre, è un prodotto sano e delicato, che incuriosisce gli chef dell’alta ristorazione.
La sua unicità è stata riconosciuta ufficialmente nel 1847, quando un Regio Decreto sabaudo autorizzò i macellai di Bra a utilizzare carne di vitello per la preparazione della salsiccia fresca. La Salsiccia di Bra è un prodotto che racconta la storia di un territorio e di una tradizione. Il festival Bra’s, che quest’anno ha ottenuto il riconoscimento di Fiera Nazionale, sta crescendo anche a livello internazionale, attirando un pubblico sempre più diversificato. Tra gli ospiti del festival, oltre ai chef, ci sono anche figure come Fulvio Marino, mugnaio e panificatore piemontese di terza generazione, e il professor Giorgio Calabrese, medico nutrizionista, che parlerà del rapporto tra cibo e salute.
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