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venerdì 18 Settembre 2026

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Cronaca

Scovati telefonini e cavi nascosti nelle suole delle scarpe in carcere

Agenti della polizia penitenziaria scoprono dispositivi di telefonia nascosti in carcere di Saluzzo

Il carcere di Saluzzo ha visto nuovi episodi di tentativo di introduzione di dispositivi di telefonia. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno scoperto tre microtelefoni, due smartphone, caricabatterie e cavi per la connessione dati nascosti nelle suole di due paia di scarpe. L’episodio, avvenuto il 16 settembre 2026, ha impedito che gli apparecchi potessero raggiungere il detenuto destinatario, appartenente alla criminalità organizzata ristretto nel circuito dell’alta sicurezza. L’evento segue una perquisizione del giorno prima, in cui erano stati rinvenuti altri oggetti di telefonia in carcere.

Controlli necessari per prevenire accesso a dispositivi

Secondo il segretario generale del sindacato Osapp, Leo Beneduci, i sequestri rappresentano «un ulteriore segnale della pressione alla quale sono sottoposti quotidianamente gli istituti penitenziari». «Il caso di Saluzzo dimostra che i controlli sono indispensabili e che, senza la professionalità degli agenti, questi apparecchi avrebbero potuto raggiungere il detenuto destinatario», ha concluso Beneduci, lamentando anche la scarsità del personale che obbliga gli agenti a un vero e proprio sacrificio quotidiano.

Un episodio simile e un’aggressione al personale

Negli ultimi mesi, il carcere di Saluzzo si era già distinto per un episodio simile e per un’aggressione al personale. L’episodio in questione segue un’altra perquisizione del giorno prima, in cui gli agenti hanno rinvenuto due telefoni cellulari, powerbank, batterie e cavi nascosti fra la stanza barberia – nel foro del lavandino – e il frigorifero della sala socialità. L’aggressione ad Alba, sempre nel Cuneese, ha visto un detenuto aggredire un agente, spintonandolo e colpendolo con uno schiaffo al volto, prima di forzare un cancello e minacciare gli agenti brandendo il manico di una scopa. Il poliziotto ferito si è rivolto al pronto soccorso per accertamenti. L’episodio ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, con un aumento dei rischi legati all’introduzione di dispositivi di telefonia. Gli agenti, con la loro professionalità, hanno evitato che i dispositivi potessero raggiungere i detenuti, ma la scarsità del personale rimane un problema critico.

La sicurezza in carcere dipende da controlli costanti e personale sufficiente.

La situazione all’interno dei carcere rimane un tema di attualità, con un aumento dei rischi legati all’introduzione di dispositivi di comunicazione. La polizia penitenziaria, con la sua professionalità, continua a svolgere un lavoro estenuante per garantire la sicurezza. La scarsità del personale rimane un problema critico, che richiede interventi urgenti per migliorare le condizioni di lavoro e di sicurezza.

La professionalità degli agenti è fondamentale per prevenire accessi non autorizzati.

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