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venerdì 18 Settembre 2026

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Tangenziale Sud di Taranto bloccata, ultimi passi nel 2025

Lavori sospesi per mancanza di fondi, ultima conferenza dei servizi nel marzo 2025.

La Tangenziale Sud di Taranto, progetto che mira a migliorare la mobilità e ridurre il traffico urbano, rimane in stato di sospensione a causa della mancanza di fondi. L’ultimo passaggio sostanziale risale al marzo 2025, quando la conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto. Da allora, non si registrano progressi significativi, e l’opera non ha ancora trasformato il piano in un cantiere. La Provincia di Taranto, soggetto attuatore dell’intervento, non può procedere con la gara d’appalto senza i finanziamenti necessari.

Finanziamenti non sbloccati, progetti in attesa

L’importo complessivo dell’affidamento, comprensivo di contributi e Iva, è stato di circa 862mila euro. Il finanziamento dell’opera nell’ambito del Fondo sviluppo e coesione (programmazione 2014-2020) fu sottratto perché non si formalizzò nei tempi previsti l’obbligazione giuridicamente vincolante. La Provincia ha tentato di reperire nuove risorse, interloquendo con Regione e Governo, ma senza successo. Il progetto resta quindi sospeso tra gli atti amministrativi già prodotti e l’attesa per ottenere i fondi.

Un progetto in avanzata fase, ma senza risorse

La Tangenziale Sud, che collega Taranto 2 a Talsano, era stata quotata a 50,7 milioni di euro. Il completamento dell’infrastruttura dovrebbe alleggerire il traffico diretto verso Talsano, Lama e San Vito, oggi convogliato in buona parte sulla viabilità urbana. Il secondo lotto, lungo 3,3 chilometri, ha già dimostrato l’utilità del nuovo tracciato, collegando Salinella a Taranto 2 e avvicinando il traffico alla direttrice verso Lama e San Vito. Tuttavia, il disegno complessivo resta incompleto senza il tratto successivo.

Il progetto ha una storia amministrativa lunga e accidentata. La convenzione tra Regione Puglia e Provincia fu sottoscritta nell’ottobre 2021, fissando un cronoprogramma stringente. La procedura per affidare i servizi tecnici fu avviata alla fine dello stesso anno, mentre nel 2022 arrivò la gara per il progetto di fattibilità tecnico-economica. L’incarico fu affidato al raggruppamento guidato da Ferrotramviaria Engineering, con un ribasso del 42,25 per cento. La fase progettuale proseguì con la conferenza dei servizi, avviata nel settembre 2023. Nel corso dell’iter sono emerse osservazioni e richieste di integrazione da parte di diversi enti. Tra gli aspetti affrontati anche le interferenze con la viabilità e con la rete idrica, la gestione delle acque meteoriche e l’ipotesi di una pista ciclabile parallela alla nuova infrastruttura. A gennaio 2025 Ferrotramviaria Engineering aveva trasmesso gli elaborati integrativi richiesti. Poche settimane dopo, a marzo, la conferenza dei servizi si è espressa favorevolmente, seppure con prescrizioni da rispettare nelle successive fasi progettuali e durante l’esecuzione. Era quello il passaggio che sembrava poter aprire la strada alla fase operativa.

La Provincia aveva previsto di avviare il cantiere entro il 2026 e completare i lavori nell’arco di tre anni. Ma le risorse non sono state sbloccate, e il progetto resta in attesa. Il paradosso è dunque quello di un’opera che ha superato diversi passaggi tecnici e ha ottenuto il parere favorevole della conferenza dei servizi, ma che non dispone di una dotazione finanziaria. A quanto si è appreso, le forze di maggioranza hanno deciso di presentare una mozione in consiglio provinciale per chiedere i fondi al governo. Ma per il passaggio dalla progettazione al cantiere i tempi saranno ancora lunghi.

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