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venerdì 18 Settembre 2026

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Cultura

World Press Photo Exhibition a Torino celebra il decennale con immagini di attualità e fotografi internazionali

La mostra di fotogiornalismo a Torino celebra il decennale con scatti di attualità e grandi fotografi internazionali.

Una mostra che racconta il mondo

Dai 18 settembre al 13 dicembre 2026, Torino ospita la 69ª edizione della World Press Photo Exhibition, un evento che celebra il decennale della rassegna mondiale di fotogiornalismo. L’esposizione, che si svolge all’Accademia Albertina di Belle Arti, presenta 144 immagini vincitrici selezionate da una competizione internazionale che ha visto partecipare 3.747 fotoreporter da 141 Paesi. Tra i protagonisti della mostra, fotografi di agenzie come Reuters, AP, New York Times, Le Monde e National Geographic, che hanno portato a Torino scatti che raccontano la realtà con una forza e una profondità senza eguali.

Le immagini esposte riflettono una realtà globale complessa e spesso drammatica. Tra i temi trattati, la guerra, i diritti civili, l’emergenza climatica e la resistenza culturale. La mostra offre un’occasione per riflettere su questioni che coinvolgono l’intero pianeta, attraverso scatti che testimoniano la fragilità dell’esistenza e i contrasti del mondo.

Le storie che hanno vinto il premio

Tra i riconoscimenti più prestigiosi, il World Press Photo of the Year 2026 è andato a Carol Guzy con l’immagine “Separated by ICE”, che mostra la disperazione di una famiglia ecuadoriana all’interno di un tribunale federale di New York durante l’arresto del padre da parte degli agenti dell’immigrazione. L’immagine, che ha suscitato emozioni e riflessioni, rappresenta una delle storie più drammatiche del concorso. Unica presenza italiana tra i premiati, la fotografa Chantal Pinzi ha vinto con il progetto “Farīsāt: Gunpowder’s Daughters”, incentrato sulle cavallerizze marocchine che sfidano la tradizione patriarcale. La fotografia di Pinzi ha dato voce a una resistenza culturale in un contesto di oppressione. Il lavoro di Pinzi, che ha vinto il premio per la sezione “Storie”, ha suscitato ammirazione per la sua capacità di raccontare le resistenze culturali attraverso la fotografia.

Un’edizione che guarda al futuro

La 69ª edizione del concorso ha visto una crescita significativa di partecipanti da Sud America e Asia-Pacifico, con un aumento del 11% e del 14% rispettivamente. La presenza femminile e non binaria tra i vincitori è al 22%, un dato che riflette una maggiore inclusività nel settore del fotogiornalismo. La giuria, presieduta da Kira Pollack, ha valutato le opere su sei macro-aree regionali, un sistema introdotto nel 2021 che ha visto il 74% dei vincitori provenire dagli stessi contesti documentati. Questo approccio ha permesso di dare voce a storie che altrimenti potrebbero rimanere invisibili, come quelle delle ballerine sudafricane o dei racconti di resistenza culturale in contesti di guerra e oppressione.

La fotografia come strumento di cambiamento

La mostra di Torino non si limita a presentare immagini di attualità, ma si propone come un mezzo per stimolare riflessione e dialogo. Tra le storie selezionate, quelle che raccontano i teatri di guerra in Ucraina e Palestina, le proteste per i diritti civili negli Stati Uniti e in Guatemala, l’impatto dell’emergenza climatica e le tradizioni di resistenza culturale. L’evento, che si svolge in un’epoca di tensioni globali, rappresenta un’occasione per confrontarsi con le problematiche che affliggono il pianeta. La World Press Photo Foundation promuove il fotogiornalismo come strumento di comprensione e di cambiamento. Fondata nel 1955 da un collettivo di fotoreporter olandesi ad Amsterdam, l’organizzazione si impegna a garantire la qualità e l’indipendenza del fotogiornalismo, un’attività che continua a essere cruciale per la comprensione e la rappresentazione della realtà.

La mostra, che si svolge nell’ipogeo della Rotonda del Talucchi, offre un’esperienza immersiva per i visitatori, che possono ammirare le opere in un ambiente dedicato alla cultura e alla creatività. L’evento fa parte di un’annuale esposizione itinerante che tocca oltre 60 metropoli nei cinque continenti, registrando un pubblico stimato di oltre tre milioni di visitatori ogni anno. A Torino, l’evento è l’occasione per scoprire le storie di chi vive e documenta il mondo, con una visione che unisce passato e presente, arte e realtà.

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