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venerdì 18 Settembre 2026

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Cronaca

«La zona calda di piazza Risorgimento si degrada: residenti si sentono prigionieri»

Residenti di piazza Risorgimento denunciano degrado e sicurezza insufficiente.

La zona calda di piazza Risorgimento si degrada

Una residente 70enne di piazzetta Costantini, in una zona considerata “calda” di piazza Risorgimento, ha espresso preoccupazione per il degrado che si sta diffondendo nel quartiere. «Basta sbandati, bivaccano davanti ai nostri portoni e usano le aiuole come wc», ha detto, descrivendo una situazione che ha reso la vita quotidiana insostenibile. La donna ha raccontato di non uscire più da casa, temendo per la sua sicurezza, e di sentirsi prigioniera in casa sua.

La situazione peggiora con l’apertura di negozi stranieri

La residente ha spiegato che la situazione si è aggravata con l’apertura di diversi negozi di alimentari da parte di cittadini stranieri. Questi locali restano aperti fino a mezzanotte e oltre e vendono alcolici, creando un ambiente di sfogo notturno. «Da regolamento condominiale, possono esporre certamente la verdura. Ma non possono permettere ad altri dieci connazionali di bivaccare di fronte alle loro vetrine», ha sottolineato.

La vendita degli immobili si blocca per il degrado

La donna ha anche riferito che gli immobili si stanno svalutando. «Appena i possibili acquirenti sanno del viavai notturno, scappano», ha spiegato. Un inquilino, che non fa altro che raccogliere le bottiglie vuote lasciate dagli sbandati, ha provato a vendere l’appartamento e non è riuscito. «Il concittadino di viale Trento – continua la residente – almeno è riuscito a vendere, qui c’è gente che se ne sta andando perché fortunatamente è in affitto e può non rinnovare il contratto. Ma chi ha casa di proprietà è in difficoltà perché non riesce a darla via», ha aggiunto.

Chiamate alle forze dell’ordine non risolvono il problema

La residente ha raccontato di aver chiamato più volte polizia locale e carabinieri, ma le risposte non sono state soddisfacenti. «Ci dicono da un lato che se non sono armati non possono intervenire e dall’altro che, essendo i portici privati, non è loro competenza», ha detto. La donna ha anche raccolto firme e scritto al Comune, chiedendo interventi concreti. «L’amarezza – prosegue – è quella di sentirsi cittadini di serie B. Perché in Corso Vittorio non ci si può sedere sotto ai portici e qui nessuno fa niente? Perché a pochi metri da noi c’è una bella manifestazione e io non posso andare perché è pieno di sbandati?», ha espresso. La comunità chiede sicurezza e decoro La residente ha concluso chiedendo al Comune di decidere se intervenire con un presidio fisso o con maggiori controlli. «Ma qui non si vive più», ha detto, esprimendo un sentimento condiviso da molti altri residenti. La situazione, purtroppo, sembra non avere soluzione immediata, e la comunità si sente abbandonata.

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