Una famiglia di Belluno si trova in una situazione complessa e frustrante a causa degli abbonamenti scolastici per i suoi quattro figli. Dopo due mesi di tentativi, la madre ha ricevuto risposte vuote o assenti da diversi enti, nonostante abbia inviato una lettera a 35 destinatari. La scuola è iniziata, ma per rinnovare gli abbonamenti dei tre ragazzi più grandi, la famiglia ha dovuto affrontare aumenti di costi e procedure digitali non sempre accessibili. La madre ha spiegato che, per accedere a certi servizi, è necessaria la carta d’identità elettronica, di cui non disponeva, e ha dovuto attivarla con pazienza.
Costi elevati e accesso limitato
La figlia che frequenta le scuole medie paga un abbonamento di 381 euro, mentre i fratelli delle superiori ne pagano uno di 349. La famiglia, che ha scelto di essere numerosa e preferisce non intasare il centro città, si trova a dover affrontare un sistema in cui le tutele non sempre sono disponibili. La madre ha spiegato che, nonostante abbia compilato modulistica e fotocopie, l’agevolazione “Investi scuola” non è disponibile per gli studenti delle medie.
La famiglia ha sperimentato una serie di ostacoli nella gestione degli abbonamenti scolastici, con procedure complesse e risposte non soddisfacenti.
Procedura informatica non funziona
La famiglia ha provato a utilizzare l’App “Dolomitibus” per rinnovare gli abbonamenti, ma ha incontrato ostacoli. L’App non permette di rinnovare un abbonamento su una tessera fisica già esistente, richiedendo una versione virtuale da mostrare con il telefono. Per i due figli più grandi, che frequentano le superiori, l’agevolazione “Investi Scuola” è attiva, ma non per la figlia delle medie. La madre ha spiegato che, nonostante abbia compilato modulistica e fotocopie, l’agevolazione non è disponibile per gli studenti delle medie.
La madre ha anche raccontato di aver partecipato a un incontro in biblioteca civica, dove ha appreso che in Francia esiste un “diritto di seguito”, ovvero il diritto di ricevere una risposta quando si formula una richiesta all’amministrazione. «Possiamo consegnare ai nostri figli un futuro meno kafkiano?», ha chiesto, esprimendo la sua frustrazione e la sua speranza in un sistema più trasparente e accessibile.
La famiglia ha espresso la sua disponibilità a collaborare con le istituzioni, ma ha posto una domanda fondamentale: «Possiamo ripartire da qui per credere nel valore della democrazia e dei beni comuni?».
La situazione rimane complessa, con una famiglia che cerca di fare la sua parte, ma si trova a dover affrontare un sistema in cui le procedure non sempre sono semplici e le tutele non sempre sono disponibili. La madre, con la sua voce, ha espresso una richiesta chiara: una maggiore trasparenza, un accesso più semplice ai servizi e una collaborazione più concreta tra cittadini e amministrazioni. La famiglia, che si batte per uno stile di vita sostenibile e per l’indipendenza attraverso il servizio pubblico, si è scontrata con un mondo in cui questi principi non sempre sono facili da mantenere. La madre ha espresso la sua frustrazione e la sua speranza in un sistema più accessibile e trasparente, in cui i cittadini possano contare su risposte concrete e servizi efficienti.



