Una paziente di Lamezia Terme, la signora Vaccaro, ha denunciato il sistema sanitario in tilt e la mancanza di accesso alle cure necessarie. Dopo mesi di attesa, la donna non riesce a prenotare due risonanze magnetiche prescritte da un medico. La situazione, secondo la paziente, è diventata insostenibile, con il sistema di prenotazione che non permette di accedere a prestazioni sanitarie essenziali. La signora ha espresso un forte senso di sconforto e di calpestata dignità, accusando il sistema di non rispondere alle esigenze dei pazienti.
La signora Vaccaro, malata cronica, ha ricevuto una ricetta unica per due risonanze magnetiche, una alla colonna cervicale e una lombare, con classe di priorità D, da eseguire entro 60 giorni. Tuttavia, il sistema informatico del Cup, al momento della prenotazione, ha risposto con un blocco, non permettendo di prenotare entrambe le prestazioni insieme. La paziente ha tentato di prenotare in farmacia e al centralino del Cup regionale, ma il problema persiste. Il sistema informatico del Cup va in blocco se le due prestazioni sono unite in un’unica ricetta.
La paziente ha spiegato che le alternative disponibili sono troppo lontane e non accessibili. L’unica disponibilità offerta a Lamezia Terme è per il primo novembre 2026, un periodo ben oltre i termini di legge. Inoltre, la disponibilità è limitata a una sola risonanza, lasciando l’altra metà dell’esame scoperta. La signora ha anche menzionato che le strutture private convenzionate del territorio, come Villa Michelino, hanno esaurito i posti disponibili per il Servizio sanitario nazionale.
La paziente ha espresso un forte senso di sconforto e di calpestata dignità, accusando il sistema di non rispondere alle esigenze dei pazienti. «La totale rigidità del sistema di prenotazione, che mi costringe ad ipotizzare più viaggi separati per eseguire gli esami che la stessa specialista ospedaliera ha richiesto insieme, rappresenta una barriera che calpesta la mia dignità di malata», commenta Vaccaro prima di scusarsi e congedarsi perché non riesce più a parlare.
La signora ha anche spiegato che i problemi si sommano: «A questo punto si aggiunge un aggravante logistica ed economica insormontabile – spiega la signora Vaccaro –. Io risiedo a Falerna e per recarmi a Lamezia Terme divento necessariamente dipendere dalla disponibilità di terzi che mi accompagnino in auto, poiché gli orari dei trasporti pubblici locali non coincidono in alcun modo con le finestre orarie delle prestazioni sanitarie». La paziente ha anche menzionato che è stato proposto di effettuare tutte e due le risonanze a Siderno, il sei novembre, ma per lei è impossibile.
La signora Vaccaro ha inviato una pec alla direzione sanitaria dell’Asp di Catanzaro e al Tribunale per i diritti del malato. Tuttavia, non è stata ricevuta alcuna risposta. Inoltre, il Tdl di Lamezia, purtroppo, è stato smantellato. La paziente ha espresso un senso di paradossalità: «Perché le cose belle non possono durare», dice la paziente quando la informiamo, aggiungendo che della quale scriveremo presto. La situazione denunciata dalla paziente rappresenta un caso emblematico delle criticità del sistema sanitario in Calabria. La mancanza di accesso alle cure, la rigidità del sistema di prenotazione e la scarsità delle risorse disponibili pongono un problema di fondo, che riguarda non solo la paziente, ma anche l’intero sistema sanitario regionale.
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