Il Libano sta intensificando i contatti diplomatici per mantenere la presenza delle Nazioni Unite nel sud del Paese, con l’obiettivo di evitare il ritiro della missione UNIFIL entro dicembre 2026. La scadenza, fissata nel 2025, ha suscitato preoccupazioni a causa della situazione di instabilità e delle aree devastate nel sud, dove la presenza dei caschi blu è vista come essenziale per monitorare le violazioni e stabilizzare la regione. Il governo libanese, con il sostegno della Francia e della maggioranza dei membri del Consiglio di Sicurezza, ha formalmente segnalato l’inopportunità di interrompere la missione, a fronte della contrarietà espressa da Israele.
Il Libano ha mobilitato il sostegno internazionale per le proprie forze armate, con un’azione politica e diplomatica intensa che include contatti con i rappresentanti dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza. Il deputato Fadi Alame, presidente della Commissione affari esteri ed emigranti del parlamento libanese, ha ribadito la posizione intransigente di Beirut durante gli incontri con i rappresentanti dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza. La posizione del parlamento libanese si basa sulla necessità di preservare la Risoluzione 1701 come punto di riferimento imprescindibile per la sicurezza nel sud.
La scadenza del mandato di UNIFIL è vista come inadeguata alla situazione attuale. Il Libano ritiene che la tempistica fissata per la conclusione della missione, che terminerà il 31 dicembre 2026, non sia più adatta alla situazione sul terreno. Le aree devastate e occupate nel sud richiedono una presenza ONU più stabile e prolungata, per garantire la sicurezza e la stabilità della regione.
Parallelamente all’azione diplomatica a Beirut, il ministro degli Esteri Youssef Raggi si è recato a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e incontrare gli omologhi arabi e internazionali. In attesa dell’arrivo della delegazione guidata dal primo ministro Nawaf Salam, i colloqui proseguiranno a margine dei lavori dell’Assemblea Generale, mentre restano sullo sfondo i negoziati regionali per il futuro della sicurezza nel sud del Libano. Secondo fonti qualificate, l’eventuale creazione di una forza europea viene discussa su un canale parallelo, incentrato principalmente sull’addestramento e sulla cooperazione istituzionale, senza sostituire il quadro di sicurezza internazionale garantito dalle Nazioni Unite. Beirut e Parigi spingono in queste ore per riconsiderare la scadenza fissata per la conclusione della missione UNIFIL, una tempistica che il Libano ritiene ormai inadeguata alla luce della situazione sul terreno.
Il Financial Times ha confermato il sostegno internazionale al mantenimento della missione. Il Libano ha formalmente segnalato al Consiglio di Sicurezza l’inopportunità di interrompere la missione nell’attuale contesto di instabilità, trovando il sostegno di Francia e della maggioranza dei membri del Consiglio, a fronte della contrarietà espressa da Israele. La pressione diplomatica continua, con l’obiettivo di salvaguardare la presenza ONU nel sud del Paese e garantire la stabilità in un contesto di crescente tensione.
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