Longiano celebra la figura di Sante Pedrelli, un uomo che ha vissuto e lasciato un segno profondo nella storia del paese. Dopo aver guidato la ricostruzione postbellica come sindaco, Pedrelli ha scelto di esprimersi attraverso la poesia in dialetto romagnolo, considerato “la lingua della libertà, della verità non compromessa con il potere”. L’omaggio si concretizza in un evento che si terrà sabato 19 settembre, quando la sala del Consiglio comunale sarà intitolata a lui, in un riconoscimento che unisce impegno politico, sindacale e vocazione poetica.
Un uomo tra impegno e arte
Sante Pedrelli, nato nel 1924 a Montilgallo, è stato un antifascista e un attivo partecipante alla riorganizzazione del Partito Socialista dopo la guerra. Il Partito lo chiese di diventare sindaco del suo paese natale, un ruolo che ha svolto dal 1951 al 1958, contribuendo in modo significativo alla rinascita economica e culturale di Longiano. Dopo due mandati, Pedrelli ha continuato a impegnarsi come dirigente sindacale della Cgil a Cesena, Forlì e Roma, dove ha vissuto fino alla sua morte, avvenuta il 11 novembre 2017.
La poesia come forma di resistenza
La produzione poetica di Pedrelli ha iniziato nel 1947, quando ha pubblicato le sue prime poesie in romagnolo. Ha scelto di scrivere in dialetto, un’elezione che ha visto nella lingua locale un mezzo per esprimere verità non compromesse con il potere. Le sue liriche sono state pubblicate su riviste locali e nazionali, e diverse sono le pubblicazioni che testimoniano la sua ricca produzione. La cooperativa culturale ricreativa Giacomo Matteotti, di cui Pedrelli era socio dal 1971, lo ricorda come un poeta che ha saputo unire la sua passione per la parola alla sua dedizione al popolo.
La cooperativa ha sottolineato come Pedrelli fosse “una figura fondamentale per la rinascita economica e culturale della nostra terra”. L’intitolazione della sala del Consiglio comunale a lui è un modo per onorare non solo il suo ruolo di sindaco, ma anche la sua capacità di esprimersi attraverso la poesia, un’arte che ha sempre visto come strumento di libertà e verità. La cerimonia, che si terrà alle 10 di sabato 19 settembre, rappresenta un momento di riconoscimento per un uomo che ha saputo vivere e lasciare un’impronta duratura nella storia di Longiano. La sua figura, tra impegno politico e creatività poetica, rimane un esempio di come la cultura e la resistenza possano coesistere e arricchirsi l’un l’altra.
- Intitolazione della sala del Consiglio comunale a Sante Pedrelli
- Eventi in programma il 19 settembre
- Contributi della cooperativa Giacomo Matteotti
La sua scelta di scrivere in dialetto è un simbolo di resistenza e verità.
La cooperativa lo ricorda come un poeta che ha saputo unire arte e impegno.



