Il legale di Tommaso Tomaiuolo, Francesco Paolo Ferragonio, ha smentito in modo categorico la notizia di collaborazione con la giustizia, definendola infondata e lesiva della sua reputazione. L’avvocato, difensore di fiducia del 29enne originario di Manfredonia, ha chiarito che la voce circolata negli ambienti non è mai stata diffusa dagli organi di stampa, ma si è diffusa in modo insistente. Tommaso Tomaiuolo, condannato a 13 anni e 8 mesi di reclusione nel maxi-processo al clan Li Bergolis-Miucci, è stato recentemente processato con rito abbreviato dinanzi al Tribunale di Bari.
Secondo quanto spiegato dal legale, la notizia è falsa e destituita di ogni fondamento. Tommaso Tomaiuolo non ha mai acquisito né detiene lo status di collaboratore di giustizia ai sensi della Legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, ha sottolineato Ferragonio. Inoltre, si precisa che, nell’ambito del procedimento penale a suo carico, lo stesso non ha mai reso dichiarazioni accusatorie nei confronti di terzi. Ogni diversa rappresentazione della sua posizione è pertanto inesatta e fuorviante.
Il legale ha anche sottolineato che la diffusione di tale voce è gravemente lesiva della sua reputazione, della sua immagine pubblica e della sua dignità personale. La notizia è falsa e destituita di ogni fondamento, ha ribadito il difensore. Il comunicato, diffuso al solo fine di ristabilire la correttezza dell’informazione e di tutelare la posizione personale e processuale del sig. Tommaso Tomaiuolo, rappresenta un tentativo di chiarire una situazione che, per il legale, è stata distorta e male interpretata.
La notizia di collaborazione con la giustizia, sebbene non sia mai stata ufficialmente diffusa, ha trovato spazio in ambienti informali, causando pregiudizi e confusione. Il legale ha ribadito che non esiste alcuna base legale o fatti che possano appoggiare tali affermazioni. La posizione di Tommaso Tomaiuolo, come ha chiarito il suo difensore, è sempre stata rispettosa del processo e delle norme vigenti, senza alcuna collaborazione con la giustizia. Il processo ‘Mari & Monti’, in cui Tommaso Tomaiuolo è stato condannato, rappresenta un caso significativo nel contesto della mafia garganica. La sentenza, emessa con rito abbreviato, ha inflitto una pena di 13 anni e 8 mesi di reclusione. La notizia di collaborazione con la giustizia, sebbene non sia mai stata confermata, ha suscitato interesse e dibattito, ma il legale ha sottolineato che non esiste alcuna base per tali affermazioni.
Il legale ha inoltre sottolineato che la diffusione di tale voce, pur non essendo mai stata ufficialmente riportata, ha avuto un impatto negativo sulla sua immagine e sulla sua vita personale. La smentita, quindi, non solo serve a proteggere la reputazione del cliente, ma anche a garantire la correttezza dell’informazione in un contesto in cui le notizie non sempre sono verificate. La posizione di Tommaso Tomaiuolo, come ha chiarito il suo difensore, è sempre stata rispettosa del processo e delle norme vigenti, senza alcuna collaborazione con la giustizia.
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