Liz East, 30 anni, ha lasciato il lavoro in ufficio per diventare dog sitter e guadagna fino a 400 euro al giorno. Dopo anni di studio per diventare avvocata, ha scoperto di non volere più la vita che aveva scelto. Ora si dedica a portare a spasso cani, con un ritmo di lavoro più leggero e un reddito superiore a quello precedente. La sua decisione ha suscitato alcune critiche, ma lei è felice e non si è pentita.
Un lavoro che non le pesa
Oggi, Liz East porta a spasso tra i 20 e i 30 cani al giorno, suddivisi in circa quattro uscite. Il suo lavoro non è solo un’alternativa al lavoro in ufficio, ma una scelta fatta con convinzione. «Prendo migliaia di euro in più al mese rispetto a quando lavoravo in ufficio, e faccio la metà delle ore», ha spiegato. La sua attività si svolge a tempo pieno nel West Sussex, a circa 50 chilometri a sud di Londra, dove ha aperto un’attività di dog walking dopo aver lasciato il lavoro come assistente legale di diritto penale.
La sua scelta ha smentito un pregiudizio diffuso: chi si occupa dei cani guadagna poco.
La decisione di cambiare lavoro è arrivata dopo un confronto con la vita del marito, anche lui nel settore della cura e dell’accompagnamento dei cani. «Stando vicino a una persona così appassionata di quello che fa, mi sono chiesta: perché io temo ogni weekend di lavoro e questi orari infiniti?», ha raccontato. Da lì è nata la decisione di lasciare l’impiego, comprare un furgone e iniziare da zero la sua attività di dog sitter.
Un passato logorante
Prima di diventare dog sitter, Liz East aveva passato quattro anni tra aule di tribunale, colloqui in carcere e pratiche amministrative. «Lavorare nella difesa penale era pesante, davvero logorante», ha raccontato. Le sue giornate potevano superare le 12 ore, a cui si aggiungevano fino a due ore di pendolarismo verso Londra. «Mi sentivo più vecchia della mia età. Ogni giorno pensavo: è questa la mia vita adesso?», ha ricordato. La vita in città, con il suo ritmo frenetico e le aspettative sociali, ha contribuito a farla riflettere. «C’è anche questa “vita londinese” in cui ci si aspetta che tu esca a bere qualcosa, e a volte non torni a casa prima delle 21 o delle 22», ha spiegato. «Non credo sia sostenibile se vuoi metter su famiglia». Per lei, il modello di vita che aveva scelto era logorante e non era più in linea con le sue aspettative.
Il suo lavoro le permette di stare all’aperto e di stare con i cani, due cose che ama molto. «Bisogna farlo perché si vuole stare all’aperto e stare con i cani. Io amo alzarmi e andare al lavoro», ha spiegato. Anche se la laurea in legge resta un’opzione sempre aperta, oggi non la considera una strada percorribile: «Potrò sempre tornare a quello che ho studiato, ma non credo lo farò mai, perché amo troppo quello che faccio adesso».
La sua storia è un esempio di come un cambiamento di carriera possa portare a una vita più felice.
Il suo consiglio a chi valuta un cambiamento di vita è diretto: «La vita è breve. Non restare in un lavoro che ti rende infelice. Fai il cambiamento e vai avanti. Non me ne sono pentita nemmeno per un secondo». La sua scelta ha portato a un miglioramento del suo benessere e a un reddito superiore a quello precedente.



