Don Kamal Chelladurai, parroco di Rondissone, ha reso pubblica una lettera in cui accusa don Davide Smiderle, parroco di Chivasso, di spiarlo e di comportarsi in modo abusivo. L’episodio, che ha scatenato tensioni nella diocesi eporediese, vede il vescovo monsignor Daniele Salera coinvolto in un dibattito tra ascolto e intervento. La lettera, diffusa attraverso un articolo di Free Passa a premium, ha suscitato reazioni forti e dibattiti tra i fedeli e i responsabili ecclesiastici.
Accuse di spionaggio e episodi di tensione
Don Kamal ha raccontato di essere stato seguito da don Davide in diverse occasioni, tra cui un episodio in cui, mentre era in cortile con solo l’intimo addosso, lo ha visto nascosto dietro una tenda. L’episodio, secondo il parroco, è stato solo uno dei tanti che hanno alimentato la sua insoddisfazione. «Faccio fatica a vivere come uno schiavo», ha detto, riferendosi al comportamento di don Davide, che, a suo dire, ha preso decisioni senza consultarlo e ha persino cercato di portarlo via oggetti durante un viaggio in India. «Mi ha detto che lui è il parroco e può fare quello che gli pare», ha aggiunto.
Il vescovo interviene con un invito a chiarire
Monsignor Salera ha spiegato di aver invitato don Kamal a un confronto per chiarire le situazioni e, eventualmente, a prendersi un momento di pausa. «Ho notato che stava attraversando un momento di salute delicato e gli ho proposto una struttura nel biellese in cui sacerdoti aiutano altri sacerdoti a superare i momenti difficili», ha detto il vescovo, precisando che non si tratta di una casa di cura né di una struttura psichiatrica. «In alternativa gli ho consigliato di stare un po’ con la sua famiglia: l’avremmo riaccolto nel momento in cui avesse ritrovato la giusta serenità», ha aggiunto.
Don Davide Smiderle, da parte sua, ha rifiutato le accuse e ha sottolineato che la lettera di don Kamal è stata un “fulmine a ciel sereno”. «Fino a pochi giorni fa ci scambiavamo messaggi di serena amicizia. Li ho salvati e confermano che abbiamo sempre collaborato», ha detto, aggiungendo che ha la coscienza a posto. Il parroco di Chivasso ha anche espresso solidarietà con il vescovo, sottolineando che le affermazioni di don Kamal sono estranee al clima delle parrocchie e lesive della dignità dei pastori.
La situazione, che ha coinvolto anche il Consiglio pastorale di Chivasso, ha suscitato reazioni forti tra i fedeli e ha messo in luce le tensioni interne alla diocesi. Mentre don Kamal ha lasciato Rondissone e si è ritirato nel nulla, il vescovo cerca di sbrogliare un’altra matassa, come ha sottolineato in un commento. «È un grande dolore sapere che questa situazione sia emersa in questo modo», ha detto monsignor Salera, riferendosi al modo in cui la lettera è arrivata alla luce.
- Don Kamal accusa don Davide di spionaggio e abuso di autorità.
- Il vescovo invita don Kamal a un confronto e propone una struttura per aiutarlo.
- Don Davide difende la sua collaborazione e la sua coscienza.



