Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 20 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Israele concede grazia a soldato che uccise palestinese disarmato

Israele concede grazia a soldato che uccise palestinese disarmato, decisione presa in vista di Yom Kippur.

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha concesso la grazia a Elor Azaria, un ex soldato dell’esercito israeliano condannato per aver ucciso un palestinese disarmato nel 2016 in Cisgiordania. La decisione, annunciata alla vigilia del Yom Kippur, la festività ebraica più importante, ha suscitato reazioni contrastanti all’interno del governo e dell’esercito. Azaria, che aveva scontato nove mesi di detenzione, aveva chiesto di cancellare anticipatamente la condanna dalla sua fedina penale, un desiderio che Herzog ha accolto.

Un caso che ha diviso l’opinione pubblica

Elor Azaria aveva ucciso Abdel Fattah al-Sharif, un attivista palestinese ferito da colpi d’arma da fuoco, durante un attacco a soldati a Hebron. Secondo le dichiarazioni del soldato, temeva che l’uomo nascondesse una cintura esplosiva, una tesi respinta dai giudici. Il caso ha suscitato forti passioni in Israele, mettendo in luce profonde divisioni tra chi denunciava l’omicidio e chi lo riteneva giustificato. Anche la breve durata della pena scontata aveva sollevato critiche, con l’esercito che si era espresso in modo contrario.

La decisione di Herzog si basa sui cambiamenti intervenuti nella situazione personale e familiare di Azaria. Il presidente ha spiegato che la grazia è stata concessa in considerazione del desiderio del soldato di rimuovere gli ostacoli all’impiego e iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Azaria, padre di due figli, ha espresso rammarico per le conseguenze dell’incidente e ha dichiarato di rispettare il codice etico dell’Idf.

Reazioni e contesto politico

Nonostante l’opposizione dell’esercito, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha espresso soddisfazione per la decisione, considerandola un messaggio importante per i soldati e le loro famiglie. L’esercito, attraverso il capo di stato maggiore Eyal Zamir, ha sottolineato che Azaria non ha espresso rimorso né ha assunto la responsabilità delle proprie azioni, anche a distanza di un decennio dalla condanna. La grazia conferma una tendenza a riconoscere il passato e permettere un reinserimento sociale. Herzog ha anche ricordato che il capo di Stato maggiore, Gadi Eisenkot, aveva ridotto la pena del condannato da 18 a 14 mesi di carcere. Restano in vigore le sanzioni decretate nei suoi confronti nel 2024 dall’allora presidente USA Joe Biden, che avevano imposto una serie di misure restrittive, tra cui il divieto di ingresso negli Stati Uniti per lui e per i suoi familiari più stretti.

La decisione, sebbene non risolva le tensioni interne, rappresenta un momento di riflessione su come affrontare il passato e il presente in un contesto complesso e sensibile. La grazia ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni esponenti politici che la vedono come un atto di giustizia e altri che la considerano un passo in direzione di una maggiore tolleranza verso i soldati che hanno commesso errori in guerra.

Leggi anche