L’Amorino, uno dei modelli in gesso più significativi e fragili della collezione della Gypsoteca canoviana, è tornato a nuova vita dopo un restauro complesso e durato più di dieci anni. L’opera, realizzata da Antonio Canova nel 1785 su commissione della principessa Elzbieta Czartoryska Lubomirska, è stata restaurata grazie a una serie di interventi che hanno ripristinato la sua integrità. L’evento segna un momento importante per il museo, che si dedica da sempre alla conservazione e al restauro del patrimonio artistico legato all’opera di Canova.
Un restauro tecnologico e collaborativo
Il processo di restauro ha visto l’utilizzo di tecnologie avanzate, come la scansione tridimensionale della scultura originale conservata al museo del castello Lubomirski di Łańcut in Polonia. Grazie a questa tecnica, è stato possibile ricavare un calco fedele delle parti mancanti, riprodotto in gesso tramite stampa 3D e infine assemblato al resto del corpo scultoreo. L’operazione ha richiesto una collaborazione tra il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno e i Musei Civici di Treviso, che hanno supportato i lavori con risorse e expertise.
Segni di degrado e interventi diagnostici
La scultura, originariamente arrivata a Possagno priva della testa e del busto, ha visto nel 2013 la completa ricostruzione grazie alla collaborazione con il museo polacco. Tuttavia, nel tempo, la scultura ha mostrato segni di degrado, come fessurazioni e depositi di sali solubili che si sono accumulati all’interno della struttura cava. Questi fenomeni, causati da variazioni di umidità, hanno contribuito al degrado di alcune aree. Per questo motivo, è stato necessario un nuovo intervento conservativo, preceduto da indagini diagnostiche come la termografia a infrarossi e analisi chimiche. Il restauro dell’Amorino rappresenta un esempio di come la conservazione e la ricerca possano lavorare insieme per preservare opere di grande valore storico e artistico. L’opera, che ritrae un giovane con l’arco appoggiato a terra e il busto piegato verso un tronco d’albero, è un simbolo della capacità di Canova di catturare la bellezza e l’essenza umana attraverso la scultura.
- Restauro realizzato con tecnologie avanzate e collaborazioni internazionali
- Indagini diagnostiche e interventi mirati per preservare l’opera
- Collaborazione tra musei e centri specializzati per il restauro
La Gypsoteca canoviana, situata a Possagno, è un luogo dedicato alla conservazione e al restauro delle opere di Antonio Canova. L’Amorino, uno dei modelli in gesso più significativi della collezione, è tornato a nuova vita dopo un lungo processo di restauro, che ha visto l’uso di tecniche innovative e la collaborazione tra diversi enti. L’evento segna un momento importante per la conservazione del patrimonio artistico e per la valorizzazione dell’eredità di Canova.



