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domenica 20 Settembre 2026

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L’errore anagrafico che ha portato a una bigamia e un processo alla Corte dei Conti

Un uomo separato, per un errore di annotazione, ha risposato e ha scatenato un processo per bigamia.

Un errore di annotazione anagrafica ha portato a una situazione di bigamia e a un processo davanti alla Corte dei Conti Lombardia. L’uomo, separato, risultava divorziato per un errore nel registro civile del Comune di Vittuone, permettendogli di risposarsi. Tuttavia, le nozze sono state annullate e la sua situazione è diventata un caso giuridico complesso. L’errore ha avuto ripercussioni legali e finanziarie, con la richiesta di risarcimento danni da parte della seconda moglie e dei suoi genitori.

Un errore che ha scatenato un processo

La storia inizia nel 2003 con il primo matrimonio e la separazione del 2 febbraio 2011. Nel marzo 2013, il provvedimento del tribunale civile arrivò al Comune di Vittuone perché l’annotazione del divorzio fosse registrata sull’atto di matrimonio. Tuttavia, l’ufficiale di Stato civile scrisse erroneamente «scioglimento del matrimonio» invece di «separazione personale dei coniugi». Questo errore ha permesso all’uomo di sposarsi nuovamente, senza rendersi conto che il primo vincolo coniugale era ancora in vigore.

La situazione si è complicata quando il matrimonio è stato celebrato nel 2017 in una location del Pavese, mentre il primo vincolo coniugale era ancora in vigore. L’errore ha portato all’annullamento delle nozze e all’attivazione dell’articolo 556 del Codice penale, che prevede una reclusione da uno a cinque anni per la bigamia. La seconda moglie e i suoi genitori hanno chiesto 85 mila euro di risarcimento danni, causando un caos giudiziario.

Le responsabilità e le conseguenze

La Corte dei Conti ha stabilito che la dipendente non è l’unica responsabile. L’uomo stesso aveva consapevolezza della sua separazione, ma non ha fatto nulla per verificare la situazione. L’ufficiale di Stato civile, invece, avrebbe dovuto compiere ulteriori controlli. La funzionaria è stata imputata per 21 mila euro dei 33 mila pagati dal Comune. Resta da stabilire quanto dovrà effettivamente versare, con la Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sulla norma che limita il risarcimento al 30%.

Il caso ha messo in luce le responsabilità di diversi soggetti e le lacune nell’organizzazione dei servizi civili. L’errore anagrafico ha avuto conseguenze legali e finanziarie significative, dimostrando come un piccolo errore possa portare a situazioni complesse e a processi giudiziari. La Corte dei Conti ha chiesto una valutazione completa per stabilire le responsabilità e le eventuali sanzioni. La situazione è rimasta in sospeso fino a quando il Comune di Vittuone ha raggiunto un accordo con la seconda moglie e i suoi genitori. Tuttavia, la funzionaria responsabile dell’errore è ancora in gioco, con la possibilità di dover restituire una parte della somma pagata. Il caso rappresenta un esempio di come l’errore umano possa avere conseguenze legali e finanziarie significative, richiedendo una gestione attenta e responsabile da parte degli enti pubblici.

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