Il 19 settembre, alle ore 10:30, le Residenze per Anziani Città di Treviso hanno ospitato una grande festa per il compleanno del signor Serafino Gaetano Amico, che ha compiuto 102 anni. L’evento ha celebrato un traguardo unico: la pubblicazione del suo primo libro di poesie, nato dall’incontro speciale con un volontario e con i giovani studenti dell’istituto Palladio di Treviso. Serafino, nato a Pordenone nel 1924 e trevisano d’adozione, ha vissuto il Novecento con lo spirito di chi non si arrende mai.
Entrato nelle Residenze a 100 anni, Serafino ha stretto un profondo legame con il volontario dell’associazione Mazzolà, Bruno Piciocchi, che ha iniziato a trascrivere le sue poesie, custodite gelosamente a memoria. Questa sinergia è confluita in un progetto di scambio intergenerazionale con una classe quarta dell’istituto Palladio, con la professoressa Francesca De Pieri e Stefano Zanet. Le Ract e la scuola hanno infatti promosso un percorso di incontri volto a creare un legame generativo tra i giovani e la terza età.
Gli studenti hanno ascoltato le esperienze di vita di Serafino e si sono occupati con l’aiuto del prof Giovanni De Roia dell’impostazione grafica della raccolta, dando vita alle prime copie stampate del suo libro. La collaborazione tra anziani e giovani ha dato origine a un progetto che unisce passato e presente, con un risultato tangibile: il primo libro di poesie di un uomo che ha vissuto la guerra e ha scelto di non smettere mai di comunicare.
Il libro, intitolato «Le conosco tutte a memoria», rappresenta un momento di condivisione e di riconoscimento, grazie al lavoro di volontari e studenti che hanno creduto in lui.
Finita la guerra, Serafino ha lavorato come telegrafista, ricordando ancora l’alfabeto Morse. La passione per la poesia è nata nel 1950, alternandosi a una giovinezza dinamica che lo ha portato a conseguire il brevetto di paracadutismo sportivo. Successivamente, ha avviato una lunga carriera come impiegato alle Poste centrali di Treviso. Tra i ricordi più vividi c’è l’8 settembre 1943 a Bolzano: per sfuggire ai rastrellamenti nazisti e alla deportazione in Germania, ha avuto il colpo di genio di indossare un grembiule e spacciarsi per aiuto cuoco, salvandosi la vita. La sua storia è un esempio di resilienza e di passione per la comunicazione. A 102 anni, Serafino non ha mai rinunciato al desiderio di condividere le sue esperienze con il prossimo. Il libro, frutto di un lavoro di collaborazione tra volontari, studenti e anziani, è un simbolo di connessione intergenerazionale e di rispetto per la cultura.
La pubblicazione del libro di Serafino rappresenta un momento significativo per la comunità trevisana, che ha accolto con entusiasmo l’idea di unire generazioni attraverso la cultura e la creatività. Un’esperienza che ha dato vita a un libro, ma anche a un legame duraturo tra passato e futuro.
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