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lunedì 21 Settembre 2026

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Cronaca nera

Anastasia e Biagio uccisi a Mestre, l’ossessione di Perale e la trappola del sonnifero

Due persone uccise in casa di un professore a Mestre, un piano premeditato e un’ossessione durata anni.

Il 21 settembre 2026, a Mestre, due persone sono state uccise in casa di Stefano Perale, un professore di inglese. Anastasia Shakurova, 30 anni, e Biagio Buonomo Junior, 31 anni, erano stati invitati a una cena organizzata prima della loro partenza per motivi di lavoro. La donna, originaria dell’Estremo Oriente russo, era incinta di cinque mesi e aveva un progetto per il futuro: accompagnare i connazionali alla scoperta dell’Italia. La serata, però, si sarebbe rivelata l’ultimo atto di un’ossessione durata anni. Per Perale, era l’ultimo atto di un’ossessione coltivata per anni.

Un legame che non si è mai trasformato in amore

Stefano Perale, 55 anni, aveva conosciuto Anastasia nel 2014, quando lei frequentava un suo corso di inglese alla scuola Abate Zanetti di Murano. Il rapporto, però, non si era mai evoluto nella relazione che il professore desiderava. Anastasia lo considerava un amico e aveva mantenuto le distanze, mentre Perale si era innamorato di lei e non aveva accettato il suo rifiuto. Perale trasformò quel legame in un’ossessione punitiva.

La donna, che amava le lingue, i gatti, la natura e la cucina italiana, aveva un progetto per il futuro: accompagnare i connazionali alla scoperta delle bellezze dell’Italia. Per la coppia, che si preparava a lasciare il Veneto, quella sarebbe stata una serata come tante. Per Perale, invece, era l’ultimo atto di un’ossessione coltivata per anni. Il rapporto non si era mai trasformato nella relazione che il professore desiderava.

Un piano premeditato e una confessione inquietante

I giudici hanno definito il comportamento di Perale come un “programma punitivo da tempo elaborato e a lungo coltivato”, elemento che ha portato al riconoscimento della premeditazione. Perale aveva studiato ogni dettaglio per mettere in atto il suo piano, che si sarebbe rivelato fatale. «Non avevo altra scelta, mi hai distrutto la vita», ha detto il professore ai periti, rivelando un risentimento che si era trasformato in un’azione violenta.

La tragedia ha suscitato un forte dibattito nella comunità locale e ha sollevato domande su come poter prevenire simili episodi. La coppia, che si preparava a lasciare il Veneto, non aveva idea di quanto sarebbe stato il loro ultimo incontro. La loro morte ha lasciato un vuoto profondo, non solo per le famiglie coinvolte, ma anche per la comunità che ha visto un episodio di violenza estrema. La polizia ha aperto un’indagine per chiarire i dettagli dell’omicidio e per comprendere meglio i motivi che hanno portato a un atto così drammatico.

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