Cento sacerdoti, provenienti da diversi Paesi e regioni d’Italia, hanno partecipato a una marcia a Roma, organizzata dalla rete Preti contro il Genocidio, per denunciare la violenza e chiedere giustizia per i bambini palestinesi e libanesi uccisi da Israele. L’iniziativa, che si è svolta il 22 settembre 2026, è avvenuta in concomitanza con l’apertura del dibattito generale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, incentrato sul tema della fiducia e della trasformazione. I partecipanti hanno portato con sé un sudario con i nomi di 300 bambini morti dopo le dichiarazioni di cessate il fuoco.
Manifestazione simbolica e internazionale
La manifestazione ha visto la partecipazione di sacerdoti e prelati provenienti da otto Stati, tra cui il vescovo Christian Carlassare della Diocesi di Rumbek (Sud Sudan). I partecipanti hanno scelto di farsi sentire in tre luoghi simbolici: davanti al Vaticano, alle ambasciate della Palestina e del Libano, e di fronte al quartier generale di Leonardo S.p.a. L’iniziativa ha avuto inizio alle 15 con un momento di preghiera alla Chiesa Santo Spirito in Sassia, in Borgo Santo Spirito a Roma.
La marcia è stata un atto di protesta e di speranza, con un messaggio chiaro: non si può tacere di fronte all’orrore.
La rete Preti contro il Genocidio, che conta oltre 2.500 sacerdoti, vescovi e cardinali provenienti da 67 Paesi, ha lanciato un appello per una cultura della riconciliazione fondata sull’uguaglianza e la giustizia. Gli organizzatori hanno anche sottolineato l’importanza di sostenere indagini indipendenti sui fatti del 7 ottobre 2023 e su tutti i crimini commessi nell’ambito dell’occupazione israeliana. Inoltre, hanno richiesto il sostegno alle comunità cristiane in Palestina per mantenere una chiesa viva, dove tutti si sentano a casa loro.
Un anno di azione e testimonianza
A un anno dalla sua nascita, la rete Preti contro il Genocidio ha continuato a promuovere la pace e la giustizia, attraverso appelli e lettere aperte a istituzioni e leader mondiali. La marcia a Roma è stata solo l’ultimo atto di un impegno costante, che ha visto i sacerdoti impegnati in iniziative a livello internazionale. La manifestazione si è conclusa intorno alle 17.30 in piazza Monte Grappa, all’interno del giardino Simonetta Cesaroni, di fronte alla sede di Leonardo.
La protesta è stata accompagnata da un forte impegno morale e politico, con richieste concrete per fermare il genocidio.
La parte pubblica della giornata ha visto i sacerdoti partire da piazza Pio XII, lungo via di Porta Angelica, dove è stato intonato un canto su Taybeh, un villaggio palestinese in Cisgiordania, composto appositamente per l’occasione da padre Xavier Morlans. L’iniziativa ha visto la partecipazione di sacerdoti e prelati provenienti da otto Stati, tra cui il vescovo Christian Carlassare della Diocesi di Rumbek (Sud Sudan). L’evento è stato organizzato in vista dell’apertura del dibattito generale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, incentrato sul tema principale “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un’organizzazione delle Nazioni Unite che consegue risultati a vantaggio di tutti”.



