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lunedì 21 Settembre 2026

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Collector’s House: una casa in continuo divenire tra moda, arte e design

Collector’s House presenta una casa immaginaria tra moda, arte e design durante la Milano Fashion Week

La Milano Fashion Week ha visto l’arrivo di Collector’s House, un progetto che unisce moda, arte e design in un’esperienza unica. Il progetto, presentato il 21 settembre 2026, è frutto della collaborazione tra Yali e Cambi Casa d’Aste, due realtà che hanno scelto di mettere in dialogo il mondo della moda con il patrimonio artistico e design. L’evento si svolge in un ambiente immaginario, costruito attraverso abiti e oggetti d’arte, che raccontano una storia di memoria e tempo. La mostra, intitolata Collector’s House, rappresenta la collezione Spring Summer 2027 di Yali, e si svolge in un contesto in cui la moda esce dalla passerella per incontrare mondi apparentemente lontani.

Una casa in continuo divenire

«Ogni oggetto che entra in una casa d’aste porta con sé una storia, ma è solo quando incontra uno sguardo nuovo che quella storia continua», spiega Matteo Cambi, Presidente di Cambi Casa d’Aste. Questa frase sintetizza l’idea alla base di Collector’s House: una casa non statica, ma in continuo divenire. L’evento non è una celebrazione nostalgica del passato, ma un’esperienza che si evolve nel tempo, dove memoria e contemporaneità convivono senza gerarchie. L’ambiente creato per l’evento è lontano dall’idea di un ambiente costruito secondo un unico stile: epoche, materiali e linguaggi diversi convivono liberamente, come accade nelle vere collezioni, quelle che crescono nel tempo seguendo passioni, incontri e intuizioni personali.

Il valore degli oggetti non risiede solo nella conservazione del passato, ma nella loro capacità di generare nuovi significati. Attraversando epoche, cambiando proprietario, spostandosi da una casa all’altra, gli oggetti si arricchiscono ad ogni passaggio, secondo un principio che appartiene tanto alla moda quanto al mondo dell’arte e del design. Un abito, come un’opera o un arredo, può cambiare completamente significato a seconda di chi lo guarda, di chi lo possiede e del luogo in cui viene inserito.

Il ruolo del vuoto

Per Collector’s House, una selezione di opere e arredi provenienti dal catalogo di Design Properties di Cambi – l’asta della maison in programma il 24 settembre, che include tra le altre due splendide poltrone modello Auditorium di Carlo Mollino e la scrivania di Gio Ponti del 1950 circa, in preview in via San Marco fino a martedì settembre – entra così nell’universo di Yali. Il risultato è uno spazio che sembra essersi formato nel corso degli anni. Anche il vuoto ha un suo ruolo: gli oggetti non vengono ammassati, ma lasciati respirare, permettendo di muoversi intorno a loro e di osservarli da vicino.

Collector’s House non è una celebrazione nostalgica del passato, ma una casa in continuo divenire. L’evento rappresenta un’esperienza unica, in cui la moda, l’arte e il design si incontrano per creare un racconto che si evolve nel tempo, come le vere collezioni che nascono e si sviluppano attraverso passioni, incontri e intuizioni personali.

La mostra si svolge in un contesto in cui la moda esce dalla passerella per incontrare mondi apparentemente lontani. L’idea alla base di Collector’s House è che ogni oggetto, attraverso il suo passaggio da una casa all’altra, acquisisce nuovi significati e si arricchisce di storie nuove. L’evento, curato da Joy Herro, che ha dato forma al set design, si presenta come un’esperienza immersiva, in cui l’osservatore non è solo un spettatore, ma un partecipante attivo a un racconto che si costruisce nel tempo.

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