Domenico Vacca, noto stilista che ha vestito le star di Hollywood, è stato nominato consigliere del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per il cinema e gli audiovisivi. La nomina, annunciata il 21 settembre 2026, ha suscitato reazioni di stupore negli uffici ministeriali, a causa della distanza tra il background di Vacca e le competenze richieste per un ruolo in ambito cinematografico. Vacca, pur essendo un nome apprezzato a livello internazionale, non ha mai ricoperto ruoli in produzione, regia o gestione di audiovisivi, ma ha maturato esperienze di lavoro nel settore per oltre 25 anni.
Un legame di amicizia e collaborazione
Vacca è amico da anni del ministro Giuli, con cui ha collaborato in diverse occasioni pubbliche. Tra i momenti più significativi, la sua partecipazione alla Biennale d’Arte e alla Biennale del Cinema di Venezia, dove Giuli era presidente del Maxxi. Lo stilista ha anche pubblicato un post sui social con l’immagine del ministro, accompagnata da tag come style, menswear e best, evidenziando il legame tra moda e cultura. Il rapporto tra i due si estende anche al mondo politico, con Vacca legato da decenni al vicepremier Matteo Salvini, che ha inaugurato una sua boutique a Bari.
Un incarico incoerente? Le reazioni del mondo del cinema
La nomina ha suscitato commenti di stupore e dubbi sulla coerenza della scelta, soprattutto nel settore cinematografico. Molti nel mondo del cinema e dell’audiovisivo hanno espresso perplessità, considerando l’esperienza di Vacca non direttamente legata alla produzione o alla gestione di progetti audiovisivi. Tuttavia, il stilista ha sottolineato che l’incarico gli offre la possibilità di mettere a frutto l’esperienza maturata nel settore, ponendola al servizio del ministro per l’individuazione di strategie e iniziative in grado di promuovere l’industria cinematografica e la creatività italiana a livello internazionale.
La scelta di nominare un stilista come consigliere per il cinema ha suscitato dibattiti su come si possa trasferire competenze da un settore a un altro. Mentre alcuni vedono un’opportunità di sinergia tra moda e cultura, altri mettono in dubbio la coerenza della scelta, soprattutto in un momento in cui il settore cinematografico italiano cerca di rafforzare la sua presenza globale. La nomina di Vacca rappresenta un caso unico, che potrebbe aprire nuove discussioni sul ruolo del design e della creatività nel mondo dell’audiovisivo.
- Vacca ha vestito star come Al Pacino, Dustin Hoffman e Harrison Ford.
- Ha collaborato a oltre 50 film e serie televisive.
- Ha partecipato a eventi importanti come la Biennale d’Arte e del Cinema.
La nomina di Domenico Vacca segna un passo inaspettato nel panorama politico e culturale italiano, mettendo in luce il legame tra moda e cinema, ma anche le sfide di integrare competenze diverse in un ruolo di alto livello. Il ministro Giuli, con la sua scelta, ha aperto una porta a nuove possibilità, ma anche a domande su come si possa realmente contribuire al settore cinematografico con un background non tradizionale.



