Elia Caprile, portiere del Cagliari, ha espresso la sua soddisfazione per la squadra e per il momento che sta vivendo. Dopo la vittoria di Udine, Pisacane ha ricordato che il calcio può migliorare la vita delle persone. Caprile ha sottolineato che il Cagliari, con la sua forza e la sua determinazione, sta generando felicità. L’ultimo Cagliari a partire così forte era stato quello di Gigi Riva, nell’anno dello scudetto. Caprile ha espresso la sua convinzione che la squadra meriti molto di più e che la sua dedizione alla causa sia totale.
Un portiere che si sente parte della squadra
Caprile ha riconosciuto che i portieri sono i più soli al mondo. Sono vestiti in modo diverso, hanno i guanti e indossano colori differenti. Quando le cose vanno bene, hanno tante persone attorno, ma quando le cose si mettono male, quelle persone non esistono più. Un bravo portiere deve scegliersi le persone giuste. Caprile ha menzionato la famiglia, i compagni di ruolo Sherri e Radunovic, i preparatori Bucci e Berretta come figure che lo aiutano nei momenti negativi e lo tengono ancorato alla realtà.
La mentalità è un elemento chiave per il successo
Caprile ha parlato della sua mentalità e del lavoro che ha fatto per migliorare. Ha menzionato l’aiuto di un mental coach che lo ha aiutato a capire l’importanza di restare in partita. Ad esempio, urla anche se in certi stadi la sua voce non si sente, e richiama i compagni non perché sbaglino, ma perché deve restare sul pezzo. In Italia l’aspetto mentale è troppo sottovalutato, mentre in Inghilterra c’è lo psicologo nelle squadre. Caprile ha anche menzionato il rapporto con Bielsa, che gli ha dato consigli su come non perdere la direzione.
Un futuro promettente
Caprile ha sottolineato che il Cagliari, con la sua squadra e la sua gente, sta vivendo un momento speciale. Ha ricordato che la squadra è il sogno di tanti bimbi e di tanti adulti che fanno sacrifici per seguirla. Sabato, prima di Roma-Inter, erano primi in classifica, soli soli, e hanno donato felicità. Caprile ha espresso la sua convinzione che la missione sia arrivare alla salvezza il prima possibile.
Caprile ha parlato delle sue qualità e del suo lavoro. Ha menzionato che non esiste un solo aspetto del gioco in cui si senta fatto e finito. Ha avuto la fortuna di allenarsi con Sorrentino al Chievo e a 38 anni, con 600 partite in Serie A, lui diceva di non sentirsi un portiere completo. Ha chiuso la passata stagione con 122 interventi, il secondo più impegnato tra i portieri di A. Oggi guida la classifica con il 90,5% di parate e un media di 3,8 salvataggi a partita in quella che è la miglior difesa del campionato.
Caprile si sente un padre migliore grazie al figlio
Ha espresso la sua soddisfazione per il lavoro svolto e la sua volontà di migliorare. Ha menzionato che ogni mattina si alza dal letto non solo per diventare un portiere migliore, ma anche una persona migliore, un padre migliore. Ha anche parlato del rapporto con Pisacane e con la Nazionale, sottolineando l’importanza della fiducia e della costruzione di sintonie. Caprile ha espresso la sua convinzione che il Cagliari, con la sua squadra e la sua gente, possa raggiungere grandi soddisfazioni.



