Giorgio Traversa, un uomo che ha costruito da solo un futuro per i motori, ha realizzato il Circuito Tazio Nuvolari, un progetto che rappresenta l’opera più importante della sua vita. L’imprenditore, originario di una zona lombarda, ha trasformato un tratto di pianura in un autodromo interamente gestito da lui, senza fondi esterni o collaborazioni esterne. L’idea, nata quasi per gioco, si è sviluppata in un’impresa che ha richiesto anni di lavoro, competenze tecniche e una visione unica del settore automotive.
Un progetto unico e un’idea che diventa ossessione
Il Circuito Tazio Nuvolari, il secondo autodromo più lungo d’Italia, è stato costruito con una squadra di lavoro e una metodologia che si basa sull’esperienza diretta dei cantieri di famiglia. Traversa ha realizzato gran parte del tracciato utilizzando materiali riciclati e spessori ridotti rispetto agli standard, ma ottenendo una resa di grip fuori dal comune. L’obiettivo non è solo costruire una pista, ma creare un centro di Proving Ground per la ricerca e lo sviluppo dell’automotive, aperto a case e fornitori che oggi devono affidarsi a strutture lontane.
Giulia Brignoli, che lavora accanto a lui da tre anni, racconta di una capacità quasi istintiva di leggere i numeri senza averli scritti su carta. Questo istinto, che si è sviluppato nel corso degli anni, è stato fondamentale nella gestione del progetto. Giulia, arrivata dal mondo bancario, ha imparato a osservare l’asfaltatura e a comprendere i dettagli tecnici del tracciato, grazie a un’esperienza che ha trasformato la sua competenza in una risorsa preziosa per i tavoli tecnici più esigenti.
Un’esperienza che si trasforma in competenza
La scelta del nome del circuito, Tazio Nuvolari, è stata una decisione che ha raccolto l’approvazione di tutti. La moglie di Traversa, Cinzia, ha individuato il nome tra i possibili, riconoscendo in lui un pilota capace di dominare sia le quattro che le due ruote. Il nome, coerente con la funzione del circuito che accoglie sia auto che moto, rappresenta un legame con la storia dei motori italiani.
Il Circuito Tazio Nuvolari è un progetto che non ha competitor, né ha mai avuto. Traversa non ha mai considerato un rivale, ma ha scelto di realizzare qualcosa che gli altri non hanno mai pensato di realizzare, indipendentemente dal risultato economico. Questo atteggiamento ha portato a un progetto unico, che ha superato sfide tecniche e ambientali, come l’imprevisto allagamento del terreno nel 2011. L’acqua, assorbita dalla ghiaia su cui la sua famiglia costruisce da tre generazioni, ha dato origine a una soluzione innovativa e duratura.
Il Circuito Tazio Nuvolari, con quasi 40.000 visitatori nell’ultimo anno, sta diventando un motore per l’indotto turistico e ricettivo della zona. Con l’omologazione di categoria B, il circuito potrebbe ospitare gare fino alle prove libere di Formula 1, ma la visione di Traversa è diversa: un centro di Proving Ground per la ricerca e lo sviluppo dell’automotive, aperto a imprese locali e internazionali. L’obiettivo è creare un polo di sviluppo tecnologico che includa anche università e centri di ricerca. Con un progetto che non ha fine e una visione che non conosce il significato della parola “fine”, Giorgio Traversa ha costruito un futuro per i motori, un’opera che, come lui stesso dice, “dovrà rimanere nei secoli”.



