Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

lunedì 21 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Economia

Investimenti esteri in Europa: il 35% delle imprese non UE vede opportunità ma pesano i ritardi

Il 35% delle imprese estere vede in Europa opportunità di crescita, ma i ritardi sul mercato unico ostacolano gli investimenti.

Il 35% delle imprese non UE vede in Europa opportunità di crescita, innovazione e resilienza, ma i ritardi sul mercato unico ostacolano gli investimenti, secondo un’indagine condotta da Deutsche Bank. Tra i 1.200 dirigenti intervistati, il 35% indica l’Europa come la regione più attrattiva per l’investimento, superando Asia-Pacifico (24%), Nord America (19%) e altre regioni. L’interesse per l’Europa è maggiore tra aziende di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Stati Uniti, mentre l’Italia si colloca al quarto posto con il 33%.

Opportunità di crescita e innovazione

Le aziende estere vedono nell’Europa un’opportunità di crescita, con il 74% che la considera una chiave per espansione futura. La capacità di innovazione, in particolare nell’intelligenza artificiale, è vista come un fattore chiave da un’alta percentuale di imprese. La resilienza di fronte a sfide economiche e geopolitiche è anch’essa ritenuta cruciale, con il 71% degli intervistati a sottolinearne l’importanza. L’Europa è vista come un mercato di crescita e un polo di innovazione, ma i leader aziendali segnalano la necessità di riforme per migliorare la competitività.

La Germania è la destinazione preferita tra le aziende estere

La Germania è la destinazione più scelta tra le aziende estere, con il 56% che la include tra le prime tre in Europa, davanti al Regno Unito (47%) e alla Francia (35%). L’Italia, pur non essendo la prima scelta, si colloca al quarto posto con il 33% di interesse. Tra le aziende estere, l’Emirato Arabi Uniti e l’Arabia Saudita mostrano un interesse particolarmente elevato, con il 54% e il 46% rispettivamente. Per le aziende messicane, l’Italia è la seconda scelta dopo la Germania. Il 61% delle aziende già presenti in Europa prevede di ampliare l’attività nei prossimi 5 anni, mentre il 33% degli intervistati pianifica o valuta l’ingresso nel Continente. Solo il 19% delle società attive produce nel territorio europeo, ma il 92% ritiene che l’Europa sarà cruciale per la produzione, la ricerca e le catene di approvvigionamento nei prossimi anni.

Difficoltà transfrontaliere e condizioni operative

Nonostante l’interesse, i leader aziendali segnalano limiti significativi. Il 43% ritiene che le difficoltà transfrontaliere riducono l’attrattività dell’Europa in misura molto significativa o significativa, mentre un ulteriore 42% rileva un impatto. Solo il 15% considera tali difficoltà limitate o nulle. Meno del 50% vede un vantaggio europeo su costi del lavoro, regime fiscale, costi energetici e tempi delle autorizzazioni.

Per l’81% degli intervistati, l’Europa pesa di più nelle decisioni di investimento

Per l’81% degli intervistati, l’Europa pesa di più nelle decisioni di investimento rispetto a 3 anni fa, con solo il 3% che segnala una perdita di rilevanza. L’indagine, condotta a luglio e agosto su aziende con almeno 100 dipendenti di 13 mercati non europei, riguarda solo imprese che già investono nel Continente o pianificano di farlo entro 5 anni.

Leggi anche