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lunedì 21 Settembre 2026

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Cronaca

Isabella Marsilio, vittima di coltellate, affronta insulti per le sue idee politiche: «Sono stata massacrata»

Professoressa Isabella Marsilio, vittima di un coltello, affronta insulti per le sue idee politiche e chiude i social.

Isabella Marsilio, una professoressa di 45 anni, ha dovuto affrontare una doppia forma di violenza: quella fisica subita da un suo studente di 13 anni e quella psicologica derivante da insulti e attacchi online per le sue idee politiche. Dopo essere stata accoltellata tre giorni fa, la docente ha deciso di chiudere i suoi profili social, a causa di una serie di commenti violenti e discriminatori. «Sono stata massacrata in un modo spietato», ha dichiarato la Marsilio, riferendosi sia all’aggressione fisica che a quella morale.

Un’aggressione e un dibattito su idee politiche

La professoressa ha raccontato di aver temuto di morire dopo l’attacco, che si è verificato in classe. I suoi post sui social, in cui ha espresso posizioni contrarie all’immigrazione illegale, hanno suscitato reazioni forti. «Non intendevo deportazioni, di infausta memoria», ha chiarito, sottolineando la sua distanza dalle leggi razziali. Tuttavia, i commenti ricevuti hanno messo in luce una contrapposizione tra le sue idee e la realtà di un studente migrante che ha aiutato a salvarla.

La sua posizione non prevede sovranismo o difesa della razza.

Isabella Marsilio ha spiegato di aver sempre avuto un rapporto di profonda vicinanza con tutti i suoi studenti, indipendentemente dal loro background. «In classe in 40 anni ho avuto ragazzi di tutto il mondo, di ogni etnia», ha detto, sottolineando il suo impegno per l’inclusione e la tolleranza. Nonostante le accuse ricevute, la docente ha espresso un atteggiamento di perdono, ma ha anche chiesto un intervento per il ragazzo che ha commesso l’aggressione. «Va aiutato, non può essere lasciato a se stesso e tantomeno nelle mani dei genitori», ha affermato.

Un dibattito su destra, libertà e democrazia

La Marsilio ha risposto a una domanda sulle sue posizioni politiche, sottolineando che non è fascista e che la destra non significa razzismo. «Essere di destra vuol dire libertà, rispetto della propria storia, dei propri valori, ordine, rispetto», ha spiegato, rifiutando l’etichetta di fascista. «Se tutto quello che ho elencato significa essere fascisti, allora sì sono fascista. E la destra che sta governando, sono tutti fascisti, nazisti?», ha concluso con una domanda provocatoria.

Chi mi attacca per il mio pensiero politico, manifesta così di essere, appunto, fascista.

Nonostante i commenti e le accuse, la professoressa ha deciso di chiudere i social, a causa del clima di odio e discriminazione che ha seguito l’aggressione. «Chi mi attacca per il mio pensiero politico, manifesta così di essere, appunto, fascista, limitando la mia libertà di espressione», ha detto, rafforzando la sua posizione e il suo impegno per la democrazia e la libertà. La sua storia rappresenta un caso emblematico di come le idee politiche possano diventare bersaglio di attacchi violenti, anche in un contesto di violenza fisica.

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