Mancano 10 giorni alla scadenza del 730 per il 2026. Il 30 settembre è l’ultimo giorno utile per presentare la dichiarazione precompilata. Chi non ha ancora inviato il modello dovrebbe approfittare di questi ultimi giorni non solo per trasmetterlo, ma soprattutto per controllarlo. La presenza del 730 precompilato non significa che ogni informazione necessaria sia sicuramente presente e corretta. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione molti dati già acquisiti, ma alcuni possono richiedere una verifica, un’integrazione o una modifica. Prima di premere il tasto “Invia”, quindi, conviene fare almeno 5 controlli: Certificazioni Uniche e redditi, familiari, spese detraibili e deducibili, immobili e locazioni, sostituto d’imposta e risultato finale della dichiarazione.
Controlli essenziali su redditi e familiari
Il primo controllo dovrebbe riguardare i redditi percepiti nel 2025. Per un lavoratore dipendente o un pensionato la Certificazione Unica rappresenta uno dei principali documenti utilizzati per predisporre la dichiarazione. La situazione diventa più delicata quando durante l’anno sono stati percepiti redditi da più soggetti. È il caso, per esempio, di chi ha cambiato datore di lavoro, ha avuto contemporaneamente più rapporti di lavoro, ha percepito redditi da lavoro e altre somme fiscalmente rilevanti, ha ricevuto prestazioni dall’INPS oltre allo stipendio o ha svolto attività occasionali o percepito altri redditi da dichiarare. La domanda da porsi non deve essere semplicemente “c’è una CU nel 730?” ma “sono presenti tutti i redditi che ho percepito nel 2025?”.
Il secondo controllo riguarda il nucleo familiare ai fini fiscali. Non basta verificare che nel modello compaiano il coniuge o i figli: bisogna controllare che le informazioni riportate siano coerenti con la situazione effettiva del 2025 e con i requisiti previsti per le agevolazioni richieste. La questione è particolarmente importante quando durante l’anno un figlio ha iniziato a lavorare o ha percepito redditi propri. Essere componente della famiglia non significa automaticamente essere fiscalmente a carico. Il controllo sui familiari può avere conseguenze anche sulle spese inserite nella dichiarazione, perché alcune detrazioni e deduzioni possono dipendere dal soggetto che ha sostenuto l’onere e dalla situazione fiscale del familiare.
Verifica delle spese e degli immobili
Tutte le spese detraibili devono essere verificate. Nella dichiarazione precompilata confluiscono moltissime informazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate da soggetti terzi. Tra queste possono esserci, per esempio, spese sanitarie, contributi previdenziali, assicurazioni, spese relative all’istruzione, interessi sui mutui e diverse spese collegate agli immobili. Ma non bisogna limitarsi a pensare: “Se non compare, allora non posso detrarla”. Nell’area della precompilata il contribuente può consultare l’elenco delle informazioni in possesso dell’Agenzia e verificare quali dati siano stati utilizzati e quali non siano stati utilizzati per predisporre la dichiarazione. Questo passaggio è particolarmente utile negli ultimi giorni prima dell’invio. Si possono confrontare i dati presenti con ricevute, fatture, bonifici e altra documentazione conservata durante il 2025.
Accettare il 730 precompilato senza modifiche non è una buona strategia. La presenza di un rimborso non significa automaticamente che la dichiarazione sia corretta, così come un debito non significa necessariamente che sia stato commesso un errore. Il risultato deve essere plausibile rispetto alla propria situazione. Se normalmente si ottiene un rimborso di poche centinaia di euro e improvvisamente il 730 evidenzia diverse migliaia di euro a credito, per esempio, può essere prudente capire da dove nasce quella differenza prima di inviare. Lo stesso vale quando emerge un debito inatteso. La precompilata consente di visualizzare l’esito della liquidazione, cioè il rimborso da ricevere oppure le somme da versare. È quindi un ultimo controllo semplice ma importante.
Non basta verificare che nel modello compaiano il coniuge o i figli. Bisogna controllare che le informazioni riportate siano coerenti con la situazione effettiva del 2025 e con i requisiti previsti per le agevolazioni richieste. La questione è particolarmente importante quando durante l’anno un figlio ha iniziato a lavorare o ha percepito redditi propri. Essere componente della famiglia non significa automaticamente essere fiscalmente a carico. Il controllo sui familiari può avere conseguenze anche sulle spese inserite nella dichiarazione, perché alcune detrazioni e deduzioni possono dipendere dal soggetto che ha sostenuto l’onere e dalla situazione fiscale del familiare.



