Mario Calabresi ha espresso un interesse crescente per la candidatura a sindaco di Milano, annunciando di voler “provare a impegnarmi” nel contesto delle prossime elezioni. Il giornalista, noto per la sua attività in ambito editoriale e per le sue posizioni politiche, ha sottolineato come la città “mi chiama in modo forte”, aprendo una porta al suo coinvolgimento diretto nella vita politica locale. L’annuncio, fatto durante un intervento a Parma, segna un passo avanti rispetto alle dichiarazioni di “rispettosa attesa” pronunciate in precedenza.
Un impegno per la città
Calabresi ha posto l’attenzione su temi chiave per Milano, come la casa, gli asili nido e la socialità. Ha sottolineato come la città non possa permettersi “2mila posti di lista d’attesa” e come debba costruire un sistema in cui esista “una socialità che non sia a pagamento”. Queste indicazioni si aggiungono a quelle espresse durante la Festa dell’Unità, dove ha ribadito la sua appartenenza al centrosinistra e la volontà di preservare gli aspetti positivi delle amministrazioni precedenti, pur riconoscendo la necessità di innovazione.
Calabresi ha anche sottolineato come la politica non debba “rincorrere” Vannacci, riferendosi a una posizione che, secondo lui, finisce per diventare un limite psicologico per la presenza di studenti stranieri.
Contrasto con la politica di Meloni
Calabresi ha anche espresso una critica nei confronti della politica di Giorgia Meloni, in particolare sul tema dell’immigrazione e della presenza di alunni stranieri nelle scuole. Ha sostenuto che la proposta di fissare un tetto alla presenza di studenti stranieri potrebbe portare a “smontare” alcune classi e a spostare i bambini fuori dal proprio quartiere. Ha citato il caso della scuola del quartiere milanese in cui è cresciuto, dove oggi 107 studenti su 108 sono figli di stranieri, descrivendola non come un ghetto, ma come una realtà di forte integrazione.
Il giornalista ha anche sottolineato come la politica non debba “rincorrere” Vannacci, riferendosi a una posizione che, secondo lui, finisce per diventare un limite psicologico per la presenza di studenti stranieri. Queste dichiarazioni, seppur non definitive, segnano un ulteriore passo verso un impegno diretto nel contesto elettorale milanese.
Nessuna accelerazione, però, sulla modalità con cui questa disponibilità potrebbe tradursi in una candidatura.
Calabresi ha chiarito che le elezioni sono lontane e che “abbiamo bisogno di un percorso ordinato e pulito”. Il suo nuovo libro, “Le voci degli altri”, non è stato presentato come strumento per una campagna elettorale, ma come un tentativo di fare una cosa diversa, che lo ha portato a interrogarsi sulla possibilità di un impegno diretto. Calabresi ha anche sottolineato come la sua disponibilità non sia un annuncio formale di candidatura, ma un passo verso un impegno più concreto. Il giornalista ha spiegato che, dopo aver lasciato i propri incarichi in Be Water e Chora Media, ha voluto rendersi libero per intraprendere una nuova strada. La sua volontà di impegnarsi è nata da riflessioni maturate durante la stesura del libro, che lo hanno portato a considerare l’idea di un impegno diretto nella politica.



